Costa Allegra raggiunta da 2 rimorchiatori, pane e torce con elicottero. Giovedì arriverà a Mahè, capitale delle Seycelles. Le foto

A rimorchio fino a giovedi’, nell’oceano Indiano, viaggiando a 6 nodi verso Mahe’. La Costa Allegra e’ inerme. I motori non hanno propulsione e i generatori di energia elettrica non funzionano. Con le sue 30 mila tonnellate, si lascia trascinare da un peschereccio oceanico francese lungo 90 metri, il ‘Trevignon’, che l’ha agganciata intorno alle 23 di ieri. Domani pomeriggio sarebbe dovuta arrivare sull’isola piu’ vicina, la Desroches. Ma poi, per ”ragioni di sicurezza”, e’ stato deciso che fara’ tappa direttamente a Mahe’, capitale delle Seycelles, dove l’arrivo e’ previsto per giovedi’ mattina. L’armatore ha spiegato di aver voluto evitare lo sbarco sull’isola di Desroches – una delle mete preferite di William e Kate, ricordano i giornali britannici – sia perche’ non garantisce ”le necessarie e adeguate condizioni di sicurezza per l’attracco e lo sbarco degli ospiti”, sia perche’ i posti letto degli alberghi sull’isola ”non sono sufficienti”. E poi, per organizzare il ritorno dei passeggeri alle loro case sarebbe stato comunque necessario ”un immediato trasferimento su traghetti da Desroches a Mahe”. E allora, meglio che la nave venga trainata subito fino alla capitale, anche con il supporto di altri rimorchiatori che nelle ore raggiungeranno l’Allegra. Un secondo peschereccio oceanico francese, il Talenduic, sta facendo rotta verso la nave.
”Le operazioni di rimorchio stanno andando bene – ha detto Pierre-Alain Carre’, direttore della Compagnie francaise du thon oceanique -. Le condizioni meteo sono piuttosto buone”. Intanto, nel pomeriggio a Mahe’ e’ arrivato il ‘Care Team’ di Costa Crociere: 14 fra dirigenti, manager e tecnici specializzati con il compito di offrire l’assistenza necessaria sia alla nave sia ai passeggeri. Otto componenti del ‘Care Team’, grazie ad una nave della marina militare locale, domani saliranno sulla Costa Allegra. Le mille persone a bordo, fra passeggeri ed equipaggio, non corrono pericoli, semmai devono fare i conti con scomodita’ e disagi dovuti al black out. Non c’e’ luce: per l’illuminazione sono state distribuite delle torce. Le cucine non funzionano, e i pasti vengono portati in elicottero. I condizionatori non vanno, e dentro la nave la temperatura e’ insopportabile, cosi’ il comandante ha chiesto ai passeggeri e all’equipaggio di trascorrere la notte all’aperto. La Compagnia Costa ”si sta impegnando per garantire la miglior assistenza possibile a tutti – si dice in una nota – per rendere il loro disagio il piu’ breve possibile e far raggiungere la loro prossima destinazione.
Anche domani arrivera’ un elicottero per rifornire la nave di torce elettriche (circa 400) e pane, dato che a bordo, in assenza di energia elettrica, non puo’ essere prodotto. Non mancano cibo e altri generi di conforto. La velocita’ della nave, nonostante il clima caldo-umido, crea una leggera brezza che aiuta a rendere la situazione piu’ sopportabile”. Intanto, su segnalazione delle Capitanerie di Porto, la procura di Genova ha aperto un fascicolo. L’incidente e’ avvenuto in acque internazionali e quindi la competenza a indagare e’ dei magistrati liguri. ”Non partiamo con ipotesi preconcette – ha detto il procuratore Michele Di Lecce – Dalle informative che oggi abbiamo e’ emerso solo un incendio. Bisogna accertare se sia stato casuale oppure di origine dolosa. Ed e’ pure da valutare se vi sia stato pericolo per le persone. Il fascicolo e’ stato aperto per atti non costituenti reato”. Ma non indagano solo i pm. Un team ispettivo della Guardia costiera, insieme a personale del ministero dei Trasporti che fa parte di uno speciale organismo investigativo sui sinistri marittimi, alle dirette dipendenze del ministro Corrado Passera, e’ partito alla volta di Mahe’. Il compito e’ quello di svolgere accertamenti sull’incidente alla Costa Allegra, in collaborazione con le autorita’ locali, oltre a fornire assistenza nella fase di sbarco dei passeggeri. E intanto le associazioni di consumatori si sono gia’ messe in moto per sollecitare risarcimenti ai passeggeri.