Comunali Palermo: folla di candidati che vogliono diventare sindaco, si vota il 6 e il 7 maggio

C’e’ un candidato sindaco che vuole redimere i palermitani e liberare la citta’ ”dai peccati e dai peccatori”, un altro, che di mestiere fa il noleggiatore di auto con un parco macchine di diecimila vetture, e che annuncia in pompa magna, di rinunciare, in caso di vittoria, all’indennita’ di sindaco e all’autoblu perche’ utilizzerebbe la sua auto personale con tanto di autista, sempre pagato da lui. Poi c’e’ il candidato che di nome fa Davide e continua a sciorinare tutti i giorni che la sua lotta e’ quella di ”Davide contro Golia”. E ancora la candidata del Movimento dei Forconi, diventata famosa per la sua lotta senza fine per ritrovare il figlio e l’ex marito scomparsi misteriosamente da un cantiere in un caldo giorno di agosto di quasi cinque anni fa. Infine, uno dei piu’ importanti partiti italiani, il Pdl, non ha ancora ufficializzato la candidatura di Francesco Cascio, anche se ormai e’ cosa fatta. Per non parlare delle polemiche interne al centrosinistra in vista delle primarie che si terranno il prossimo 4 marzo. Mancono poco meno di tre mesi al giorno delle elezioni, ma a Palermo regna ancora una gran confusione. A partire dal numero di candidati. Sono quattro i candidati del centrosinistra pronti a fare il sindaco che si sfideranno domenica prossima: Antonella Monastra, ginecologa, 56anni, consigliere comunale, vulcanica e sempre pronta alla sfida. Lavora in un consultorio e dialoga da anni con madri e donne di tutte le borgate palermitane. Come motto ha usato la frase: ”Libera il voto”.
Davide Faraone, amico di Matteo Renzi, che sabato scorso e’ volato a Palermo per dare una mano al coetano consigliere regionale, per ora in rotta con il Pd. E’ stato proprio Davide Faraone ad accusare una settimana fa il Partito democratico e i suoi vertici di avere finanziato Rita Borsellino, l’altra candidata alle Primarie. Parole molto dure con tanto di richiesta di dimissioni del tesoriere del Pd Antonio Misiani. Quest’ultimo ha respinto indignato l’accusa rimandandola al mittente. ”Non eroghiamo alcun contributo ai singoli candidati quando ci sono diversi candidati – ha spiegato – siamo invece disponibili a offrire il nostro sostegno per i costi organizzativi delle primarie”. Faraone per tutta risposta ha fatto sapere di non volere piu’ passare al partito una parte del suo maxistipendio da deputato regionale. Poi c’e’ un altro outsider, Francesco Ferrandelli, anche lui trentenne, ambizioso e da sempre vicino ai piu’ sfortunati. Quando non era ancora consigliere comunale ha trascorso settimane accanto ai senzatetto di Palermo che protestavano per avere una casa. Poi il salto di qualita’. Oggi e’ al Consiglio comunale. A sorpresa e’ arrivato per Ferrandelli il sostegno di due big del Pd: Giuseppe Lumia e Antonello Cracolici, in rotta con il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo, accanto a Rita Borsellino.
La candidata piu’ conosciuta, anche a livello nazionale, è proprio Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio. Si dice certa, anche se con un soffio di voce, di diventare sindaco di Palermo. ”Vincero’ – ha sempre detto – ma non chiamatemi simbolo”. ”Siamo nelle condizioni di vincere”, spiega ai suoi elettori che continua a incontrare tutti i giorni fino a tarda sera. Accanto a lei c’e’ un ex sindaco. L’uomo della Primavera di Palermo, Leoluca Orlando. Anche Orlando, leader dell’IdV, si dice certo della vittoria di Rita Borsellino. Nel primo faccia a faccia tra i quattro candidati alle Primarie, c’era molta freddezza tra i quattro candidati. Nessuna stretta di mano, con una tensione palpabile a tutti. A loro si aggiungono, i candidati delle altre coalizioni. Il nome che ha suscitato piu’ scalpore e’ certamente quello di Massimo Costa, golden boy di 34 anni, che si dice ”pronto a sacrificarsi per il bene di Palermo e dei palermitani”, candidato del Terzo Polo. Un po’ predicatore (”salvaero’ Palermo dai peccati e dai peccatori”), un po’ Bruce Lee (”sono campione di kickboxing e ho imparato a non avere paura di nessuno, rispetto si’ ma paura mai”), un po’ Steve Jobs (”I miei collaboratori sono folli e affamati”), e pure un po’ guru (”sono un filosofo combattente e un grande sognatore”).
La sua presentazione, nel foyer del Teatro Garibaldi, e’ stata seguita da tanti, tantissimi giovani, soprattutto amici del giovane aspirante sindaco, che si e’ dimesso pochi giorni fa da Presidente del Coni regionale. ”Sento che ce la faro’ al primo turno”; ha detto senza tentennamenti l’enfant prodige del Terzo Polo, voluto fortemente dal Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo ma anche da Fli (”siamo stati noi a volerlo in lista”) e appoggiato dall’Udc. E lui e’ pronto. ”Sono un problem solver, un manager – chiosa Costa con un sorriso sornione – non mi interessa la politica, non ho mai fatto politica, mai avuta una tessera di partito”. Nei giorni scorsi alla domanda dei giornalisti che gli chiedevano, ad esempio, se e’ disponibile ad un’alleanza con il Pdl, ha replicato: ”decidono i partiti ma io non chiudo le persone a nessuno”. E sembra proprio uno scherzo del destino, ma Costa dovra’ vedersela con uno dei suoi migliori amici: Francesco Cascio, Presidente dell’Assemblea regionale siciliana del Pdl, candidato in pectore, anche se non ancora ufficiale del partito di Berlusconi. Lui, Cascio, fin all’ultimo istante ha fatto resistenza perche’ non aveva alcuna intenzione di candidarsi a sindaco, ma il partito, durante un briefing a Via dell’Umilta’ a Roma, lo ha ‘convinto’. E alla fine ha dovuto chinare il capo e accettare l’investitura.
Poi ci sono Rossella Accardo, madre di Stefano e Marco Maiorana, il primo scomparso nel nulla cinque anni fa con il padre Antonio e il secondo morto suicida due anni fa. E’ stata voluta dal Movimento dei Forconi. E Antonio Pappalardo, il generale dei Carabinieri in pensione, e Tommaso Dragotto, 74 anni vulcanico imprenditore, patron dell’autonoleggio di ‘Sicily by car’, con l’intenzione di trasformare i marciapiedi di via Liberta’ nelle Ramblas di Barcellona. Insomma, la gara e’ aperta. E fino a questo momento la certezza e’ solo una: la data delle amministrative, decisa nei giorni scorsi dalla Giunta siciliana. I siciliani saranno chiamati alle urne il 6 e 7 maggio e gli eventuali ballottaggi si faranno il 20 e 21 maggio. Saranno rinnovati gli organi in 148 Comuni, tra i quali – appunto – Palermo, 16 Circoscrizioni e 2 Province. Oltre a Palermo, l’unico altro capoluogo chiamato alle urne per eleggere il sindaco e’ Trapani. Tra i centri maggiori interessati dalla consultazione ci sono Marsala, Alcamo e Castelvetrano nel Trapanese, Caltagirone, Misterbianco e Paterno’ nel Catanese, Sciacca nell’Agrigentino, Barcellona Pozzo di Gotto nel Messinese, Avola nel Siracusano. In provincia di Messina il Comune piu’ piccolo, Gallodoro, che conta solo 389 abitanti.
Oltre che negli enti il cui rinnovo era gia’ fissato per scadenza naturale, si votera’ anche a Campobello di Licata, Sciacca, Aci Catena, Militello Val di Catania, Palagonia, Tremestieri Etneo, Fiumedinisi, Altavilla Milicia, Scicli e Salemi, dove i sindaci si sono dimessi o sono stati sfiduciati. Si potra’ eventualmente votare anche in quei Comuni dove gli organi amministrativi dovessero cessare anticipatamente, prima della firma, da parte dell’assessore Chinnici, del decreto di indizione dei comizi elettorali, ovvero tra il sessantesimo e il cinquantacinquesimo giorno antecedente le elezioni. Interessati al voto sono poco piu’ di 2 milioni e mezzo di siciliani, compresi coloro che andranno alle urne per il solo rinnovo delle Province regionali di Ragusa e Caltanissetta. Entrambe, in attesa del completamento dell’iter legislativo del disegno di legge sui liberi consorzi, infatti, sono inserite nell’elenco. Si vota anche in 16 circoscrizioni comunali di 5 centri: Nicosia (circoscrizione Villadoro), Villarosa (Villapriolo), Lipari (Vulcano, Panarea, Stromboli e Filicudi-Alicudi), Palermo (tutte le 8 circoscrizioni) e Melilli (Villasmundo e Citta’ Giardino.