Capretto in umido

“Perdonami Sergio, lungi da me l’idea di fare il professore in cucina, non avrei nessun titolo per farlo,sono un semplice appassionato e “innamorato”, ma la tua ricetta,di cui non discuto il gusto finale, ha a mio avviso un errore di fondo che sta nella parola “rimestare” di cui fai un uso abbondantissimo. Io quando  faccio il capretto in umido, anche se comunque in maniera diversa, non lo rimestolo mai; piu’ semplicemente, se occorre, agito leggermente la casseruola con un movimento a bilanciere(quello dell’orologio). Le carni  rimangono integre ed attaccate alle ossa cosi’ da poter essere “spolpate”. A proposito lo faro’ dopodomani(per domani mia moglie ha previsto pasta e broccoli) e postero’ foto e ricetta. Se vuoi puoi leggerla su www.strettoweb.com, un giornale in rete nato da poco dove curo  una rubrica di cucina dal nome Cooking & Love”.

Questo e’ il testo integrale di un mio commento sul blog “La cucina di Sergio” in cui mi sono imbattuto durante uno dei miei peregrinaggi in rete per confrontarmi e …. documentarmi. Fedele a quello che ho scritto, oggi ho fatto il mio capretto in umido. Dopo averlo lasciato a marinare un paio d’ore in vino e aromi vari(aglio cipolla pepenero alloro  rosmarino e sedano) l’ho asciugato ben bene e l’ho dorato  in poco olio. Nella stessa padella ho poi dorato le patate a pezzettoni. Intanto in casseruola ho fatto appassire una bella cipolla bianca con solo quattro ciliegini; ho sistemato sopra il mio capretto, poi le patate, ho coperto a filo con acqua ed ho iniziato la cottura a fuoco basso e con il coperchio. Di tanto in tanto controllavo la cottura ed agitavo la mia casseruola. Un ora e mezza e’ stata sufficiente. Ho sparso sopra  un po di piselli giusto il tempo di farli insaporire ed ho spento.

Con il sugo  abbiamo anche condito due linguine proprio come faceva zia Peppina. Mi ricordo che da piccolo quando lei lo preparava io, al ritorno da scuola, scappavo furtivo in cucina a farmi la zuppetta nel sugo; direttamente in pentola. Lei mi sorprendeva sempre e si incazzava alla grande.