Calabria: nel 2011 la guardia di Finanza ha sequestrato e confiscato alla ‘ndrangheta beni per 550 milioni di euro

Il controllo economico del territorio è stato uno dei fondamentali compiti assolti dalla Guardia di Finanza in Calabria, anche nel 2011, ed è stato caratterizzato da un’azione di contrasto a tutto campo verso i fenomeni illeciti che insidiano le libertà economiche dei cittadini e compromettono lo sviluppo sociale.

Contro il più grave di questi fenomeni – l’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto produttivo e le connesse compromissioni delle regole del mercato – i Reparti del Corpo nella regione hanno svolto indagini e accertamenti, d’iniziativa e su delega dell’Autorità Giudiziaria, che hanno consentito di individuare e reprimere reati, di denunciarne i responsabili e di sequestrare beni illecitamente accumulati, ripristinando condizioni di legalità, equilibrio ed efficienza del mercato dei beni e servizi.

E’ stata particolarmente rilevante, per entità e qualità dei riscontri, l’aggressione ai patrimoni della criminalità organizzata, realizzata attraverso l’intercettamento dei flussi di capitali di provenienza illecita immessi nel circuito produttivo, l’individuazione di imprese e di beni intestati a prestanome, di capitali fraudolentemente trasferiti per nasconderne gli effettivi titolari.

Molti beni sono stati sequestrati nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniale ovvero nel corso di indagini per gravi reati associativi, altri sono stati confiscati, a conclusione dei relativi procedimenti, gli uni e gli altri sono stati sottratti alla disponibilità delle cosche, ottenendo un duplice risultato: la neutralizzazione delle posizioni di vantaggio e di controllo economico del territorio da parte della ‘ndrangheta e la riconduzione di quei beni nel circuito della libera concorrenza e delle corrette relazioni economiche, con una conseguenziale decontaminazione dell’economia legale.

Accertamenti antimafiaSono stati effettuati 690 accertamenti  patrimoniali che hanno interessato 922 persone fisiche e 231 persone giuridiche.

Ne sono scaturiti sequestri di beni per circa 300 milioni di euro, confische per circa 250 milioni di euro.

Tra le investigazioni patrimoniali condotte dai finanzieri, merita di essere ricordata quella che ha portato alla confisca di beni, per un valore stimato in 200 milioni di euro, a carico di una cosca reggina con importanti ramificazioni economiche nella capitale: fra i beni confiscati, noti locali pubblici ed immobili di prestigio a Roma.

Sono state poi scoperte in Lombardia, grazie ad altra indagine condotta in Calabria, due società operanti nei servizi connessi ai trasporti e nel commercio di prodotti alimentari, intestate a  “prestanome” e riconducibili ad esponenti delle “’ndrine” calabresi: in quella circostanza, sono state sequestrate azioni, obbligazioni, certificati di deposito, polizze assicurative, per un valore complessivo di 12 milioni di euro .

I due casi sono emblatici della ormai nota capacità della ‘ndrangheta di penetrare nel mercato immobiliare e, in generale, nel mondo imprenditoriale anche al di fuori del territorio calabrese.

AntiriciclaggioStrettamente connessa e condotta con analoga intensità l’attività di contrasto al riciclaggio di denaro sporco che ha visto i finanzieri impegnati nell’approfondimento di 350 segnalazioni per operazioni finanziarie sospette  e che ha portato alla denuncia di 30 persone,  di cui 6 tratte in arresto, all’accertamento di condotte di riciclaggio per oltre 16 milioni di euro e al sequestro di beni per più di 1 milione di euro.

Contrasto all’usuraLe indagini svolte in materia hanno permesso di verificare come, in Calabria, il fenomeno sia spesso connesso al riciclaggio e come esso si atteggi con le metodologie tipiche delle organizzazioni mafiose, attraverso l’intimidazione e l’estorsione.

Sono state denunciate 68 persone, di cui 21 in stato di arresto, e sequestrati beni per 500 mila euro.

Significativo, al riguardo, il caso riscontrato nel corso di un’indagine condotta in provincia di Catanzaro, avviata a contrasto di un sospetto fatto di usura, ma poi sfociata nella constatazione di altri reati, fra i quali una clamorosa truffa in materia di finanziamenti regionali e un riciclaggio di denaro sporco che hanno condotto i finanzieri ad intercettare, negli Stati Uniti, immobili acquistati con i proventi dei reati.

Contrasto ai reati fallimentariNell’ampia area della tutela delle libertà economiche dei cittadini, un settore che in Calabria ha visto crescere il numero degli accertamenti e delle indagini affidate dall’Autorità Giudiziaria alla Guardia di Finanza è quello dei reati in materia fallimentare.

Sono state concluse 88 indagini che hanno portato alla denunzia di 124 persone delle quali 14 in stato d’arresto, all’accertamento di distrazioni di beni in danno dei creditori per  40 milioni di euro e al sequestro di immobili e quote societarie per circa 21 milioni di euro.

Tutela dei marchi e sicurezza dei prodottiAnche in questo comparto che vede in gioco gli interessi economici del Paese e i diritti dei consumatori, l’attività svolta nel 2011 ha prodotto significativi risultati, con sequestri copiosi di merci con marchio contraffatto ovvero pericolose per la salute.

Oltre ai numerosi sequestri di prodotti delle più note griffes contraffatti, operati nei confronti di ambulanti abusivi, sono stati intercettati e sequestrati ingenti quantitativi di prodotti in arrivo nel porto di Gioia Tauro, dove il presidio della Guardia di Finanza contrasta, unitamente all’Agenzia delle Dogane, anche questi illeciti traffici.

Complessivamente, sono stati sequestrati circa 3,5 milioni di pezzi, in larga parte intercettati nello scalo marittimo di Gioia Tauro, e sono stati denunziati 229  responsabili.

Varia la tipologia dei prodotti interessati: dall’abbigliamento ai giocattoli, alle sigarette, ai farmaci, ai cosmetici, ai prodotti elettronici, a tutti quegli accessori firmati (borse, occhiali, ecc.) che godono di un largo consumo, immessi sul mercato a basso prezzo, grazie ai “risparmi” sui costi del lavoro, della sicurezza, sanitari e fiscali, oneri senza i quali le organizzazioni criminali possono esercitare una concorrenza sleale, mettendo a rischio la salute dei consumatori e danneggiando in molti casi le produzioni italiane.

Si ricorda, fra gli altri, il sequestro di un ingente quantitativo di farmaci contraffatti, circa 10 tonnellate, effettuato nel luglio scorso, nel Porto di Gioia Tauro: il carico era costituito da prodotti contenenti diversi “principi attivi” normalmente utilizzati per la preparazione di potenti anti dolorifici che, dopo le analisi, hanno rivelato contenuti sconcertanti quali veleno per topi, acido borico e coloranti a base di piombo, capaci di provocare a chi li avesse assunti, seri problemi cardiaci.

Il contrasto ai traffici internazionali di stupefacentiAnche in questo comparto l’attenzione investigativa è stata molto alta, associata al contrasto della criminalità organizzata che, dai traffici di stupefacenti, ricava quei forti guadagni che le consentono di fare poi investimenti anche nel mercato dell’economia legale.

L’azione di contrasto svolta dal Corpo nella regione si concentra principalmente sul traffico internazionale di cocaina che vede la ‘ndrangheta ai vertici mondiali per volumi di affari.

Anche nel 2011 non sono mancati risultati d’assoluto rilievo; per tutti, si ricorda il sequestro di 560 Kg di cocaina effettuato nel mese di ottobre nel Porto di Gioia Tauro, un quantitativo di droga che, se immesso sul mercato, avrebbe fruttato all’organizzazione criminale proventi per 135 milioni di Euro.

Fra le indagini più complesse, si ricorda l’operazione che ha stroncato un’organizzazione criminale che importava droga dalla Colombia: in quell’occasione, sono state 18 le ordinanze di custodia cautelare eseguite nel territorio della piana di Gioia Tauro e in diverse regioni italiane, che hanno decapitato una pericolosa “holding” criminale, con propagazioni in Turchia, Germania, Olanda e in Sud America.

Complessivamente, nell’anno, sono stati sequestrati 1.096 Kg di cocaina, 8 Kg fra eroina, hashish ed altre sostanze psicotrope e sono state denunciate 438 persone, di cui 121 in stato di arresto.

Il contrasto all’immigrazione clandestinaLa mappa del contrasto alla criminalità ed ai suoi interessi economici include il costante ed attento controllo che le Fiamme Gialle svolgono in mare, lungo le coste calabresi, allo scopo di reprimere il fenomeno dell’immigrazione clandestina.

La componente aeronavale del Corpo che, nella regione, può contare su una Stazione Navale, una Sezione Aerea e 4 Sezioni Operative Navali, ha svolto numerosi interventi, sequestrato 26 natantiarrestato 29 scafisti ed intercettato circa 2.000 immigrati clandestini.

Il dispositivo anti immigrazione, integrato con quello della Guardia Costiera e delle altre Forze di Polizia, all’interno di un piano regionale coordinato dalla Prefettura di Catanzaro, è sempre più frequentemente impegnato verso il soccorso in mare delle imbarcazioni che, sovraccariche di immigrati, sono spesso in difficoltà.