Biogas Castelbellino (An): da che parte sta il comune?

Paragonare una centrale a biogas da 999kW ad un pullman a metano; soffermarsi a discutere degli inquinanti emessi a Kg/anno evitando di trattare, esaminare ed analizzare con puntualità ed esattezza le pericolosissime sostanze diffuse a TONNELLATE/anno; continuare a parlare di energia “pulita” oppure di centrale ad emissioni praticamente azzerate, innocua; esternazioni come il ripetuto “non inquina, non inquina, non inquina”; ecc…

Tutto ciò, in buona sostanza, equivale a difendere a tutti i costi la bontà di un impianto.

Perché il Comune ha fatto questo negli ultimi mesi e durante le sue due assemblee pubbliche inerenti l’impianto a biogas, il 9 dicembre ed il 25 gennaio uu.ss.? E perché allora, dicono di averle provate tutte per fermare quell’ impianto e che “purtroppo” il Comune non può far più niente?

Caro Sindaco, ritiene che quell’ impianto vada difeso, oppure che è inaccettabile sul nostro territorio e per questo il Comune ha fatto di tutto per non insediarlo?

Di fronte a questa posizione piuttosto ambigua o comunque poco chiara dell’ Amministrazione, i cittadini chiedono dei fatti e dei riscontri concreti:

1) Dopo le prime decine di lettere di invito/diffida raccolte in poche ore, invitammo il sindaco, in sede di Conferenza dei Servizi del 7 gennaio 2012, a richiedere al Responsabile del Procedimento della Regione un PARERE SCRITTO di AMMISSIBILITA’ e di LEGITTIMITA’ dell’ istanza, dettagliato nel merito delle contestazioni dei cittadini. Perché il Sindaco non l’ha fatto?

Oggi i cittadini pretendono che il Consiglio Comunale esiga questo parere, a tutela dell’Ente e dei diritti di tutti i cittadini.

2) Occorre una delibera di contrarietà del Consiglio Comunale, motivata ed articolata, ed una di recepimento del PRINCIPIO EUROPEO DI PRECAUZIONE, sul modello di quella già approvata in altri comuni, che esiga legittimamente dalla Regione il rispetto dei diritti dei cittadini, articolando dettagliatamente cosa il Comune può e deve richiedere in Conferenza dei Servizi a tutela dei cittadini.

3) Occorre che venga data la responsabilità ad una figura interna al Comune per una verifica di tutto l’ìiter fin qui svolto in Comune, per accertarsi della regolarità di quel cantier già avviato, viste le osservazioni riportate.

4) Occorre inoltre che il Comune esprima CHIARAMENTE in Conferenza dei Servizi in Regione il proprio DISSENSO MOTIVATO, come previsto dalle normative vigenti.

Se davvero il sindaco e l’amministrazione sono contrari a questa centrale, lo dimostrino concretamente utilizzando queste “armi” disponibili a tutela del territorio, con atti fattibili in pochissimi giorni. Altrimenti, sarà chiaro a tutti che lasceranno ai cittadini l’onere di difendersi da soli, abdicando al ruolo che prima di tutti spetta ai nostri politici ed ai nostri amministratori: la difesa dei Diritti.

Intanto chiediamo al Comune di avviare immediatamente e prima di qualsiasi ulteriore sviluppo del procedimento regionale, un confronto pubblico/forum civico aperto a tutte le parti, Amministrazione, Azienda, Regione, Provincia, Comitati e Cittadini, in cui si possano ascoltare ed evidenziare le argomentazioni dei cittadini che non vogliono questo impianto.

Ci chiediamo infine: perché gli atti del procedimento relativo all’impianto da 999 kW sono stati immediatamente messi online senza alcun problema, mentre quelli del progetto da 249kW (approvato in DIA dal Comune) sul quale si incardina quello da 999 kW, non sono stati pubblicati? Attendiamo dall’ Amministrazione Comunale una risposta PUBBLICA E CHIARA anche a questa domanda.