Anno bisestile e crisi: il 30% degli italiani è preda di maghi e superstizioni

Gatti neri, cornetti portafortuna, coincidenze vissute come un accanimento della malasorte e file speranzose al gratta e vinci. Complice la crisi, sono in aumento gli italiani preda di superstizioni e pensiero magico. “Se qualche anno fa erano una minoranza, oggi almeno tre italiani su dieci sono possibili ‘prede’ di occultisti, maghi e giochi d’azzardo”. La stima, nel giorno caratteristico dell’anno bisestile, ‘funesto’ per la tradizione popolare, arriva da Stefano Pallanti, direttore dell’Istituto di neuroscienze di Firenze. “Tutta colpa della mentalita’ magica – dice Pallanti all’Adnkronos Salute – una visione della realta’ che accomuna persone diverse, dal manager alla casalinga, e che dilaga in tempo di crisi. La stessa mentalita’ – spiega – che ci fa credere ai portafortuna, ai sogni e che, talvolta, ci fa vincere al Lotto”. Chi ‘cade’ nelle trappole dei falsi maghi e delle superstizioni non e’ “stupido o necessariamente affetto da disturbi psicologici. Piuttosto ha una visione magica della realta’. Una caratteristica che rende facilmente succubi di altri, depositari del ‘potere’. Anche di una forma di potere misteriosa e pericolosa”. Una ‘trappola’ particolarmente potente nelle fasi di crisi economica, “come hanno evidenziato gli studi di Daniel Kahneman, lo psicologo vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2002. Kahneman ha dimostrato che piu’ la crisi peggiora, piu’ c’e’ la tendenza al ragionamento irrazionale e ad assumere le credenze come vere. Questo spiega il successo di fenomeni come il gioco d’azzardo e le slot machine. Inoltre sono proprio le stesse persone che, in una fase economica di serenita’, tendono ad acquistare polizze assicurative, a giocarsi lo stipendio in tempo di crisi”.

Chi “e’ aggrappato alla visione magica del mondo rischia, infatti, piu’ degli altri di affidarsi a presunti esperti per risolvere i suoi problemi”. Secondo alcuni studi, ricorda comunque Pallanti, la presenza di disturbi psicologici rende piu’ suscettibili a questa mentalita’. “E in particolare vedo una situazione allarmante per quanto riguarda i giovanissimi. Se per i bambini magie, favole e credenze sono diffuse e naturali, normalmente con l’adolescenza si sviluppala la fase della razionalita’, della revisione critica. Ebbene, oggi gli aspetti logico-matematici che sono l’antidoto a forme di irrazionalita’ sono piu’ deboli. Non caso i bambini e gli adolescenti hanno meno competenza matematiche”. Lo testimonia il dato della discalculia: “Per gli esperti questo problema dovrebbe coinvolgere 4 teenager su mille, mentre i dati recenti dei media parlano di un 20% di ragazzini. Insomma, stiamo allevando una generazione di soggetti che piu’ facilmente cadranno nelle spire dell’irrazionale, complice la comunicazione oggi tutta visiva, e forse il metodo con cui si insegna la logica e la matematica, che evidentemente non funziona. Ebbene, sono convinto che questa sia una delle priorita’ del Paese”. Ma il pensiero magico non e’ solo un problema dei piu’ piccoli. “Tutti noi – precisa il medico – entriamo e usciamo da questa dimensione: lo facciamo, ad esempio, quando ci sentiamo perseguitati dal brutto tempo o ci sembra di scegliere sempre la fila piu’ lenta. Ma poi torniamo alla ragione. Mentre ci sono persone piu’ vulnerabili, che andrebbero difese”. Il guaio, inoltre, e’ che il nostro cervello, la parte razionale, non e’ tarato per tenerci lontani da simili problemi: “Come esistono le illusioni ottiche, esistono le illusioni del cervello. Ma in questo caso le ‘vittime’ sono meno inclini a rendersene conto. Di fronte a una realta’ difficile ma concreta – conclude l’esperto – il nostro cervello ci predispone a una realta’ alternativa, illusoria ma migliore per noi. In cui, almeno all’inizio, sembra esistere una via d’uscita ai problemi”.