Tornare femminili e tornare alla vita

di Eleonora Curròhttp://www.ilcarrettinodelleidee.com/ -Grandi stampe sulle pareti di un caldo azzurro decorano la sala, nessuno sbalzo di colore, ha tutto un’aria così familiare, così vicina. Nessun volto triste, qualcuno è sereno, qualcuno è felice, qualcuno è certamente preoccupato, ma nessuno è triste. Questo non dovrebbe essere un luogo di serenità, eppure lo è diventato. Il sesto piano dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina ospita l’Unità Operativa di Oncologia Medica, ma in realtà è molto più di questo.

Nel Dicembre del 2010, infatti, la Professoressa Graziella Paino dà vita alla Salus, Associazione Onlus dedicata alla memoria del Dott. Carmelantonio D’Agostino, medico chirurgo nell’ Ospedale San Vincenzo, morto nel 2007 a causa di un tumore. Le malattie oncologiche, in seguito ai trattamenti necessari per la cura, possono causare degli effetti collaterali emotivamente difficili da affrontare e superare quali la caduta dei capelli, l’alterazione delle unghie, la secchezza della cute. L’Associazione Salus ha l’obiettivo di aiutare coloro che soffrono a conservare il loro aspetto, rispettando la sensibilità di ciascuno.

Un vero e proprio centro di bellezza prende vita all’interno dell’Ospedale San Vincenzo, un centro di bellezza costituito da un personale specializzato che offre il proprio contributo volontariamente. Un gruppo solidale di persone che rinunciano al loro unico pomeriggio libero per venire in Ospedale a fare del bene a chi ne ha bisogno. Ma questo non è tutto. A dare ulteriore animo al centro di bellezza sono molte ex pazienti, o loro familiari, che contribuiscono ad arricchire questo piccolo angolo di Paradiso con donazioni di ogni tipo: smalti e parrucche, in primo luogo, per creare una sorta di banca, che consenta ad ogni donna di poter usufruire di questi accessori in maniera del tutto gratuita.

Ho deciso di prendere parte a questa iniziativa perché mi rende felice fare felici gli altri” racconta una delle tre parrucchiere che ogni lunedì pomeriggio si reca all’Ospedale San Vincenzo “con un piccolo gesto possiamo regalare un sorriso, possiamo dare qualcosa di bello. Vorrei fare capire alle donne che soffrono di malattie tumorali che, nonostante la caduta dei capelli, possono essere ugualmente belle e femminili, sempre loro stesse”. Ed è proprio questo lo spirito che si respira all’interno del reparto di Oncologia Medica, un’aria di familiarità e serenità del tutto inusuale in un ambiente del genere.

Quando vengo qui  non ho la sensazione di venire in Ospedale” racconta Domenica, una giovane donna malata di tumore da settembre del 2010 “io ho avuto, in questa sede, qualche crollo psicologico, normale nelle condizioni in cui mi trovo, e poi subito dopo ho chiesto scusa: qui mi sento come a casa, è come se piangessi  da sola, sento di avere la mia libertà, ma allo stesso tempo sento di avere anche il supporto di persone preparate che sanno come aiutarmi.” 
Non solo l’aiuto di un’amica, ma l’aiuto di un’amica che abbia anche i mezzi e le competenze per poterti accompagnare lungo questo percorso e indirizzarti verso la giusta strada, soccorrerti in caso di aiuto e farti rialzare dopo un crollo, questo è quello che offre reparto di Oncologia Medica. 
“Sono arrivata qui dopo aver già subito il primo intervento” continua a raccontare Domenica “ed è qui che  ho avuto il primo momento di vera serenità nella mia malattia. Il centro estetico rispecchia la cura per la persona, che va aldilà della cura del malato: al malato si può mettere una flebo e guarisce lo stesso, da un punto di vista organico e fisico, però la persona malata no. La persona malata è mente, è cuore, è corpo.
Ciascuno di noi quando comincia questo percorso pensa che l’unica cosa che conta sia salvarsi la vita, ma poi ci si rende conto che non è solo questo  che importa. Non lo è perché la nostra vita è anche relazioni, è guardarsi allo specchio e sapere di avere un aspetto dignitoso, non vedere quella testa pelata che tutti guardano. Quando io ho messo la parrucca pensavo di metterla per una questione di rispetto verso il prossimo però, poi, mi sono guardata meglio e ho capito che la mettevo principalmente per rispetto verso me stessa. La malattia non deve vincere: la parrucca  permette di continuare a sentirsi donne in un momento in cui ci si sente solo malate.”

La parrucca come compagna di viaggio, la parrucca come un’amica che ti aiuta nel momento del bisogno, la parrucca come un angelo custode che arriva nell’istante peggiore e se ne va solo quando tutto è passato. Una presenza così importante nella vita di una donna malata di tumore tanto che all’interno del centro si è deciso di dar loro anche un nome, un nome che abbia un preciso significato: per alcune donne la parrucca costituisce un’amica e allora essa prenderà le sembianze di una persona reale con un nome reale, in altri casi rappresenta un traguardo, un punto di rinascita, così la parrucca prende il nome di Alba, altre volte rappresenta il desiderio di qualcosa che non si può avere durante le cure e allora prende il nome di Nutella. Per ogni donna malata di tumore quello che per la maggior parte delle persone è un oggetto diventa qualcosa di molto più importante, diventa parte integrante della propria vita.

La perdita dei capelli è come una mutilazione, che in certi casi è successiva a quella di altre parti del corpo, come ad esempio il seno” spiega il Primario di Oncologia Medica Francesco Ferraù “ma questa rappresenta per la donna una vera e propria violazione dello schema corporeo, quindi, poterla tamponare, e compensare con un aiuto concreto, come possono essere la parrucca e il trucco, costituisce una componente della terapia a tutti gli effetti”.

Il sesto piano dell’Ospedale di Taormina è un piccolo angolo di Paradiso non soltanto per la nostra provincia ma anche per l’intero Sud. “L’unico esempio di struttura simile alla nostra di cui ho contezza è all’Ospedale di Sciacca, proprio in Sicilia, in una divisione di Oncologia come la nostra” prosegue il Primario Ferraù “Questa non è un’iniziativa a cui viene dato adeguato risalto, neanche nelle grosse strutture”.

Ed è un vero peccato. È un peccato perché in questo centro estetico viene data la possibilità alle donne malate di sentirsi non soltanto al sicuro, ma anche e soprattutto di sentirsi parte di una famiglia che sappia aiutarti nel modo più corretto possibile. Psicologhe, medici, parrucchiere, una sinergia di persone che si muovono all’unisono per il bene comune, una sinergia di persone che ogni giorno cerca con ogni mezzo di regalare qualche attimo di serenità a chi, purtroppo, non ne può avere.

http://vimeo.com/26827741