Superstiti nave Costa Concordia: ritorna a casa una famiglia cosentina

E’ un miracolo essere vivi”. Valter Cosentini, tra i superstiti assieme alla moglie Cristina Rende e ai due figli di 4 e 9 anni del naufragio della Costa Concordia, e’ arrivato nella sua casa, ad Aprigliano, nel cosentino, nella notte. Dopo gli abbracci con i familiari e qualche ora di riposo accetta di ripercorrere i momenti trascorsi sulla nave da crociera che ha concluso la sua corsa davanti all’Isola del Giglio. ”Abbiamo vissuto momenti terribili e indimenticabili – dice – e adesso a distanza di qualche ora cominciano ad avvertirsi i primi segni di questa esperienza che non si cancellera’ facilmente. Io e mia moglie siamo pieni di lividi e lei non si sente nemmeno tanto bene. E’ ancora a letto”. ”Come ho vissuto quei momenti? Da subito – aggiunge – mi sono reso conto che si stava rivivendo la vicenda del Titanic: stesso panico, stessa disperazione, stessi problemi soprattutto con le scialuppe. Ho dovuto legare mia figlia alla cinghia per evitare di perderla di vista mentre mia moglie e’ rimasta con l’altro mio figlio. Ci siamo persi di vista per qualche minuto nel caos delle scialuppe ed e’ stato drammatico. In quel buio non ci eravamo nemmeno resi conto di essere cosi’ vicini alla costa e arrivare a terra e’ stato molto complicato”. ‘‘Una cosa pero’ – aggiunge Cosentini non trattenendo l’emozione – la voglio dire: non dimenticheremo la solidarieta’ degli abitanti dell’Isola del Giglio. C’erano tutti e cinquecento i residenti quella sera ad accoglierci. Hanno anche aperto la chiesa. Prima di andare via, come segno di riconoscenza, per tutti ho baciato una signora, cosi’ a caso. Grazie”.