Rientrati a Cutro 2 sposini naufraghi della “Costa Concordia”, l’incubo è finito

Due ore da incubo che non si cancelleranno facilmente nella nostra memoria”. Francesco Frijio e la moglie Caterina Sestito, di Cutro, erano in viaggio di nozze sulla Costa Concordia dopo essersi sposati in paese lo scorso 28 dicembre. Si erano imbarcati a Civitavecchia, raccontano mentre gli amici e i parenti fanno loro festa, con sei bagagli colmi di vestiti, documenti, soldi, macchine fotografiche, oro e tanto altro. Hanno perso tutto quanto: sono rimasti con indosso solo la tuta che avevano al momento dell’imbarco. In Calabria sono arrivati stamattina in treno dopo avere pernottato da un parente a Salerno che gli ha prenotato il biglietto on line. ”Che dire, nel male forse – dice Francescoc’e’ il bene perche’ ho capito da quella sera quanto vale la vita. Poco fa guardavo in tv le immagini della coppia di sposi nordcoreani salvati nella notte e vedevo la nave: mi sono chiesto ma davvero mi trovavo in quella situazione, e’ quasi miracoloso che ci sia andata bene”. ”E’ stato veramente drammatico – raccontano i due sposini che speravano di tornare da questa crociera con tutt’altro album di ricordi – con bimbi che urlavano e tanti in preda al panico, ma quello che ci ha sconcertato, anzi lo definiremmo scandaloso, e’ stato il fatto che con il personale di bordo non si riusciva nemmeno a comunicare. Se solo si chiedeva qualcosa bisognava capire dai gesti di risposta delle loro mani. Non c’era nessuno che sapesse parlare non dico in italiano ma nemmeno in inglese”.