Reggio, commissione antimafia al comune. Il Sindaco: “siamo sereni e fiduciosi, collaboreremo”

Demetrio Arena, il Sindaco di Reggio Calabria

Pubblichiamo il testo integrale della nota diffusa dal Sindaco di Reggio Calabria, Demetrio Arena: “Ho atteso che la notizia divenisse ufficiale per rappresentare il mio pensiero riguardo il provvedimento che ha attivato la Commissione d’Accesso nominata da S. E. il Prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta. La fase che si apre ci trova pienamente sereni e fiduciosi:
presteremo massima collaborazione, mettendo a disposizione tutti gli strumenti possibili affinché gli ispettori possano svolgere al meglio il proprio compito nel rispetto dei ruoli e delle Istituzioni, così come è nostra abitudine, ancor prima che nostro dovere.
La decisione del Ministero dell’Interno scaturisce dalle due vicende giudiziarie che hanno coinvolto la Multiservizi e un Consigliere comunale ed è diretta ad “accertare la sussistenza di eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nell’Amministrazione comunale” e quindi, così come specificato da S.E. il Prefetto, non ha nulla a che vedere con la gestione finanziaria dell’Ente. La procedura attivata ci trova tranquilli in quanto la nostra attività amministrativa è sempre stata ispirata ai principi di legalità, trasparenza e spirito di servizio.
L’Amministrazione da me guidata si è insediata appena sette mesi fa: un periodo breve, dedicato soprattutto a fronteggiare gravi emergenze e criticità, riuscendo tuttavia a programmare azioni volte a sostenere la crescita socio economica della città in questo difficile momento storico.
Ancor prima del nostro insediamento, in campagna elettorale, ho posto l’accento sulla necessità di attivare procedure che consentissero all’Ente di rivedere i rapporti contrattuali con le società miste, sul presupposto di un inadeguato rapporto tra costi e produttività. Tale obiettivo è stato uno dei punti fondanti della rigorosa attività della mia amministrazione, che si è sempre rapportata con le istituzioni di riferimento, proprio al fine di garantire quei principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione sanciti dalla Costituzione. Nello specifico, apprese le indagini da parte della Magistratura sulla Multiservizi, abbiamo vagliato l’attività posta in essere dal Consiglio d’Amministrazione indirizzata ad immunizzare la società da possibili infiltrazioni e, successivamente, abbiamo intrapreso quelle iniziative volte ad accertare la sussistenza dei requisiti necessari per proseguire il rapporto societario.
Per quanto riguarda la vicenda del Consigliere Plutino non possiamo che attendere il naturale corso della Giustizia. Tuttavia, considerato che la stessa ha concorso a determinare l’intervento del Ministero, ritengo opportuno avviare una riflessione comune su un tema di grande attualità rappresentato dalla capacità della criminalità organizzata di insinuarsi in tutti i settori della società, della politica e, purtroppo, anche nelle più alte Istituzioni: Magistratura e Forze dell’Ordine. Ritengo che nessuno, in questo momento, possa ergersi a censore attraverso fluttuanti moralismi comodi quanto inutili, consapevoli che la mafia si nutre soprattutto delle ipocrisie diffuse.
In detto scenario è evidente, però, come sia la politica, nel suo complesso, a pagare lo scotto più pesante e ciò per colpe proprie, avendo perso quel primato che era stato affermato dai suoi più autorevoli protagonisti nel periodo della ricostruzione, finendo per assumere un ruolo marginale tra le Istituzioni. Lo scontro ha prevalso sull’interesse collettivo, le divisioni inutili hanno aumentato notevolmente la vulnerabilità delle classi dirigenti esponendole al rischio di essere avvicinate da criminalità e malaffare e il conflitto istituzionale ha sopraffatto il senso di responsabilità verso il Paese.
Paolo Borsellino diceva: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio, o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”. Noi siamo per la guerra senza se e senza ma! Il Comune deve essere presidio di legalità e, alla stregua delle altre Istituzioni non suscettibili di scioglimento, singole vicende non possono inficiare l’attività di chi ha deciso di dedicarsi totalmente al servizio della collettività.
E’ innegabile che, da reggino ancor prima che da Sindaco, io stia soffrendo per questo provvedimento che, di certo, non giova all’immagine della nostra splendida città. Posso garantire che l’amministrazione, superato il periodo di grave crisi, saprà riprendere il percorso di crescita già avviato. La positiva conclusione di questa fase, che noi auspichiamo in virtù della fiducia nello Stato, ci darà ulteriore forza per continuare ad attuare i nostri programmi, con la certezza delle nostre idee, delle nostre capacità e, soprattutto, del nostro amore incondizionato per Reggio: un sentimento che la comunità reggina sente forte soprattutto nelle difficoltà“.