Reggio, commissione antimafia al comune. Il Pdl: “non abbiamo nulla da temere, da parte nostra ci sarà solo collaborazione”

Pubblichiamo la nota integrale diffusa dal gruppo consiliare del Pdl del Comune di Reggio Calabria: “Esiste ancora una parte politica che persevera in un’opposizione scandalistica, demagogica e troppo incline alla faziosità. Poche volte rispettosa degli uomini, delle regole e soprattutto delle Istituzioni. In questi giorni difficili per la città di Reggio, i rapaci “nostrani” si sono subito fiondati sulla propria preda incuranti delle parole responsabilità e dignità.
Tante le voci che si sono alzate in questi giorni. Singolare, tra tutte, l’intervento del Segretario cittadino di uno dei partiti numericamente più folto dell’intero panorama calabrese: il Pdci. Nella sua nota “sprizzante gioia da tutti i pori”, Ivan Tripodi sostiene infatti non troppo velatamente che la decisione di disporre la Commissione d’accesso al Comune sia stata calata “dall’alto”.
Noi, da sempre rispettosi delle regole e soprattutto delle Istituzioni, non vogliamo credere sia andata così. Non ci crediamo. Fermamente, anche perché, se dovessimo crederci, allora dovremmo mettere in ordine alcuni accadimenti politicamente-mediatici, accaduti in questi mesi. Ad esempio, il giorno dell’insediamento del nuovo Ministro degli Interni Annamaria Cancellieri. Durante la conferenza stampa infatti, uno dei giornalisti notoriamente interessato alla città di Reggio Calabria esclusivamente per alcuni aspetti e appartenente al gruppo dei soliti noti, ha chiesto al nuovo Ministro se intendesse disporre l’accesso al Comune di Reggio Calabria. Una città che, tutta ad un tratto, diventa prioritaria per il Governo centrale, a parere del giornalista ovviamente. Da qui l’effetto domino con le Agenzie che iniziarono a battere la notizia della nomina della Commissione dandola per certa ed ufficiale. Quella notizia però, si rivelò presto una bufala restando, più che una notizia, un desiderio nascosto di qualche solerte personaggio. Le smentite di S. E. il Prefetto di Reggio arrivarono puntali spegnendo il facile entusiasmo del centrosinistra calabrese e reggino.
Ma ancora, se il pensiero espresso da Tripodi, non sappiamo quanto volontariamente, fosse vero, bisogna proseguire l’analisi ricordando le farneticanti interrogazioni parlamentari dell’Onorevole Angela Napoli che con vigore degno di miglior causa e ripetutamente richiedeva la Commissione d’accesso, partendo da pochi fatti di cronaca reale e perdendosi poi in pettegolezzi e banalità che nulla avevano a che vedere con eventi giudiziari.
E ancora come non ricordare l’autorevole intervento del gruppo del Pd in Parlamento che, specializzato nell’attività politica volta alla demonizzazione dell’avversario, ha chiesto più volte la medesima cosa. E se la riflessione di Tripodi fosse vera allora non si potrebbe non includere, nella nostra analisi complessiva di quanto accaduto, anche l’ultima uscita mediatica dell’Onorevole Marco Minniti (al quale non ci stancheremo mai di chiedere quali e quanti atti ha prodotto in favore della città di Reggio oltre a sponsorizzare uno dei peggiori nemici della città quale Agazio Loiero) che con un documento confuso, tra un copia-incolla e una velina, ha rincarato la dose. In ultimo, bisogna ricordarlo, la raffinata scelta di Massimo D’Alema presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) che ironia della sorte decide di rendere visita alla città di Reggio proprio il giorno prima che la notizia venisse resa praticamente ufficiale. L’acume politico di D’Alema, storicamente ben addentrato negli apparati del Ministero dell’Interno, ha portato l’esponente del Pd a non far cenno a tale vicenda.
E’ bene chiarire che nonostante tutto quanto elencato, restiamo, come è nostra abitudine prima ancora che nostro dovere, completamente rispettosi delle Istituzioni e delle regole e crediamo che la decisione di inviare al Comune di Reggio Calabria sia partita dagli Enti territoriali competenti seguendo un percorso naturale e non viziato. Però.. Però se così non fosse, e disaminando quanto detto sopra, non vi è dubbio che potrebbe avere i connotati di una forte pressione esercitata da cotanta agguerrita e variegata pletora di soggetti ad un Governo tecnico e ad un Ministro che, in virtù delle sue esperienze passate, è già stato più volte in rapporto con situazioni similari.
Secondo noi è invece il percorso naturale rispetto a fatti di cronaca per cui bisogna ancora attendere l’esito delle indagini. Provvedimento che potrà porre la parola fine ad una serie infinita di sospetti e ad un momento storico che vede la nostra città sovresposta a livello politico e mediatico.
D’altronde l’amministrazione non ha nulla da temere ed è pronta a collaborare fattivamente con i membri della Commissione perché riteniamo che il pericolo dell’ infiltrazione mafiosa interessi ogni livello istituzionale come abbiamo potuto constatare in questi mesi.
Fortunatamente la città di Reggio in questa delicata fase storica possiede un valore aggiunto: il suo Sindaco la cui storia personale, familiare e professionale rappresenta una garanzia per tutti. Siamo certi che Demetrio Arena sarà il primo dei Commissari decisi dal Prefetto Varratta senza risparmiare energie o volontà. Certamente noi facciamo il tifo per legalità e per la trasparenza, non tifiamo però per lo scioglimento del Consiglio, che rappresenterebbe l’ennesima sconfitta per la politica tutta, nessuno escluso. Ma Tripodi di questo non se ne duole, accecato dall’odio e spinto dal poco amore verso la propria terra e non curante dei danni che si potrebbero causare. In una parola, perseguendo nell’irresponsabilità dell’azione politica che da sempre contraddistingue l’azione del suo partito-condominio“.