Manovra: le province calabresi fanno fronte comune contro la soppressione

Le Province calabresi fanno massa critica contro il decreto del governo nazionale che vorrebbe cancellare gli enti intermedi. Il prossimo 23 gennaio al centro agroalimentare di Lamezia Terme si riuniranno tutti i consigli provinciali con una convocazione congiunta e le delibere verranno inviate al governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, perche’ si attivi con un ricorso presso la Corte costituzionale. ”Questa volta non e’ il solito ritornello dell’abolizione delle Province, perche’ c’e’ una legge gia’ approvata che le cancella” dice all’Adnkronos il presidente della giunta provinciale di Vibo Valentia, Francesco De Nisi. ”Con questo provvedimento -aggiunge- viene meno un organismo costituzionale, la struttura Stato e’ cancellata senza riproporre un’organizzazione diversa delle funzioni dello Stato sul territorio. Non si sa -prosegue Francesco De Nisi- a chi passeranno funzioni e competenze”. Il presidente della Provincia vibonese ricorda che ”la regione viene delegata a riorganizzare il territorio, potrebbe opporsi ma finora non si e’ espressa”.
Il presidente della Provincia di Vibo, Francesco De Nisi, non si sente di condividere la manovra del governo Monti. ”E’ indubbio la grande credibilita’ internazionale conquistata finora da Monti ma il Paese non lo sta aiutando, lo lascera’ peggio di come lo ha trovato” afferma. In realta’, secondo De Nisi, non si assiste alla ”riduzione dei costi macchina-Stato”. Nel programma del premier Mario Monti ”non sono citate misure di sviluppo per il Sud” lamenta De Nisi, che sulle liberalizzazioni pensa che ”non daranno un plus all’economia e non favoriranno il rilancio del Paese”. Il presidente della Provincia di Vibo definisce i provvedimenti ”di grande effetto mediatico. Sono buoni -conclude- ma non possono essere presentati come il rilancio dell’economia”. Se di costi della politica si deve parlare, il presidente della Provincia di Crotone, Stanislao Zurlo, interviene dimostrando che lui ha gia’ tagliato di quasi meta’ le spese nel suo ente.
”In un anno abbiamo tagliato il 43,8% delle spese, a partire dalle indennita’ del presidente e degli assessori. Quasi la meta’ rispetto a prima” afferma all’Adnkronos Zurlo, che gestisce un bilancio di 26 milioni di euro nella Provincia di Crotone. ”Di piu’ non posso fare” sorride. Ma e’ riuscito a risparmiare, e’ questo il messaggio che vuole lanciare a chi ha inculcato ”nell’immaginario collettivo che le Province siano la panacea di tutti i mali. Noi -insiste- abbiamo dimostrato, conti alla mano, che invece si puo’ risparmiare”. Stano Zurlo fa notare che anche il decreto Monti ”consente enti variegati”. Dopo le battaglie e i tentativi di salvataggio dal decreto Tremonti nella precedente legislatura delle piccole Province, ora la guerra si sposta su un fronte comune. ”Non voglio fare polemiche ma se invece di guardare alle piccole Province avessimo fatto prima una massa critica, saremmo in una situazione diversa”.
Il presidente della Provincia di Crotone, Stanislao Zurlo, precisa che la difesa degli enti intermedi ”non e’ una tutela di settore ma una necessita’ di mantenere enti vicini al territorio. Se ci sono problemi in una scuola -fa un esempio- il giorno dopo ho i ragazzi sotto il palazzo della Provincia a protestare e io mi attivo per risolverlo. Se non ci sono le Province, chi prestera’ loro attenzione cosi’?”. E’ dello stesso avviso Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, che rivendica ”la capacita’ di dare risposte e affrontare sfide importanti come nelle emergenze. Penso -dice all’Adnkronos- alle otto alluvioni che si sono verificate dal 2008 a oggi”. Ferro ricorda le ”materie delegate sulla carta ma mai in sostanza con le risorse economiche e umane” che le Province aspettavano dalla Regione. Anche per lei far passare alle Province ”la panacea di tutti i mali e’ una truffa e una illusione”. Anche perche’ ”il personale che andrebbe trasferito alle Regioni -fa notare- dovrebbero avere un adeguamento retributivo in rialzo, quindi in realta’ i costi aumenterebbero invece che diminuire”.
Secondo la presidente della Provincia di Catanzaro bisognerebbe ”mettere mano agli enti di sottogoverno che non erogano servizi ai cittadini. Penso ad esempio al Cnel che farebbe risparmiare 18 milioni di euro contro i 30 paventati con l’abolizione degli enti intermedi”. La storia delle Province, prosegue Wanda Ferro, ”e’ vecchia di 150 anni, da quando e’ nata l’Italia. Sarebbe un’altra follia eventuale togliere le competenze per non capire ancora chi fa che cosa”. E’ un buon segno, secondo l’amministratrice, ”i passi indietro che il governo Monti ha gia’ fatto, ad esempio sulla proposta di dieci consiglieri per Provincia a prescindere dall’ampiezza. E’ importante -sostiene- che ci sia una rappresentativita’ sul territorio”. Ferro si dice ”un po’ delusa dal Presidente della Repubblica Napolitano che con il precedente governo difendeva le Province e di recente non si e’ espresso. Spero che lo faccia anche ora”. Tra l’altro paradossalmente Catanzaro non ha ancora risolto i contenziosi con le province di Vibo Valentia e Crotone, originate proprio dallo scorporo della provincia catanzarese. ”Paghiamo ancora -riferisce Ferro- i debiti fuori bilancio delle consorelle. C’e’ un contenzioso aperto piu’ il pregresso che va dal 1973 al 1990. Almeno a oggi siamo riusciti a terminare la transizione dei beni immobili”. Se durera’, dipendera’ dal governo Monti.