La futura scuola della Padania indipendente: no all’inquinamento culturale

Gira la voce che la Lega, in attesa della dichiarazione di indipendenza dall’Italia, stia anche pensando alla futura scuola padana: cioè a una scuola con professori leghisti, presidi leghisti e libri di testo leghisti.
Una scuola in cui i bambini, fin dalle prime classi delle elementari, possano nutrirsi solo di ideologia leghista senza incorrere nella devastante eventualità che insegnanti non padani o addirittura meridionali possano mettere in discussione l’esistenza della nazione padana e pretendere che nelle classi si debba parlare in una lingua straniera, l’Italiano.
O in cui studenti delle superiori non debbano più essere costretti e ripetere più volte l’esame di maturità sol perché ad interrogarli siano professori che pretendono che si parli in italiano.
Al riguardo abbiamo svolto un’indagine e scoperto che, nel contesto dell’ultimo raduno di Pontida, è stata creata una commissione permanente con l’obiettivo di fissare i capisaldi della futura scuola della Padania libera.
La commissione è composta da 12 componenti, ognuno dei quali proveniente da differenti località padane e tutti accumunati, oltre dal comune e sincero sentimento di appartenenza padana, dal fatto di avere ultimato, in un modo o nell’altro, la scuola dell’obbligo.
Dal nostro inviato apprendiamo quanto di seguito riportato.
Nella prima seduta fu deliberato che ogni componente avrebbe svolto un’indagine nella propria sezione, per riportare quindi i risultati all’assemblea.
Un mese dopo la prima riunione, sempre a Pontida, la commissione si riunì ancora e il presidente, dopo i soliti convenevoli padani e dopo aver riportato la benedizione del leader, chiese ad ognuno di presentare le proprie relazioni.
Singolare fu il fatto che tutti preferirono dire solo a voce ciò che avevano pensato, adducendo la motivazione che non avevano avuto tempo per redigere una relazione scritta.
Il presidente, da parte sua, non se ne meravigliò più di tanto, ma fece presente che, in tal caso, sarebbe stato necessario trascrivere accuratamente il contenuto di ogni intervento, invitando allo scopo il segretario a procedere con la verbalizzazione.
Ma il segretario, da parte sua, fece presente che non poteva scrivere, essendovi impedito dai postumi di un doloroso crampo alla mano destra, occorsogli il giorno prima, dopo aver mantenuto eretto il dito medio, con eccessivo trasporto, durante l’esecuzione dell’inno nazionale italiano, le cui note gli erano giunte all’orecchio, suo malgrado, stante l’arroganza di un suo vicino che lo ascoltava ad alto volume, in televisione.
A quel punto il presidente fece cercare in giro, in paese, qualcuno che fosse in grado di scrivere.
Dopo qualche minuto si presentò un tizio che asseriva di saper scrivere e fu associato all’assemblea con il compito di redigerne il verbale.
La discussione fu vivace ma, soprattutto, schietta ed appassionata.
Alla fine lo scriba assoldato dal comitato lesse il verbale e, ottenutane l’approvazione, lo consegnò a presidente e segretario che lo firmarono con una croce (celtica).
Quella relazione è oggi il nuovo programma di base della Lega per la futura scuola padana.

In attesa di conoscere la riforma nella sua interezza, vi proponiamo i punti più salienti.

Parte prima: dell’organizzazione del sistema scolastico
Art. 1 – viene soppressa l’università, in quanto inutile, stante il fatto che è stato ormai stato dimostrato che non è necessario averla frequentata per diventare consiglieri regionali o capi partito.
Art. 2 i bidelli dovranno essere nati in Padania
Art. 3 I professori dovranno essere nati in Padania, essere figli di genitori padani e saper parlare correntemente in dialetto.
Art. 4 i presidi dovranno essere padani da almeno tre generazioni.
Art. 5 eventuali studenti non nati in Padania dovranno essere contrassegnai da una stella gialla.
Parte seconda: sulla didattica.
Art. 6 le lezioni saranno tenute nel dialetto locale
Art. 7 i libri di testo dovranno essere scritti esclusivamente in dialetto; saranno accettati solo quelli padani.
Art. 8 Il vocabolario verrà ridotto a 600 parole, essendo tale numero più che adeguato per esprimere ogni concetto padano.
Art. 9 Sarà introdotta una nuova materia: il linguaggio gestuale, in cui saranno approfonditi argomenti quali: i gesti con le dita, quelli la mano, quelli con il braccio, quelli con il fondo schiena; lo studio della disciplina sarà obbligatorio per chiunque vorrà intraprendere l’attività politica, il quale dovrà superare anche un esame pratico finale.
Art. 10 Sarà cancellata la storia romana, che verrà sostituita dalla storia celtica (per un totale di 8 pagine, compresa la copertina).
Art. 11 Lo studio dell’astronomia sarà limitato a quello della sola luna. In quanto vale il detto che ciò che non si vede ad occhio nudo non esiste. Il sole si chiamerà sole celtico e sarà senza macchie; chi dovesse insistere sull’esistenza di macchie solari sarà ritenuto eretico.
Art. 12 viene abolito lo studio di greco e del latino in quanto lingue morte, ma soprattutto perché inventate da terroni.
Art.13 viene abolito lo studio delle lingue straniere, in quanto inutili.
Art. 14 viene abolito ogni studio di arte e storia relative a territori esterni alla Padania, in quanto potenziali elementi di inquinamento delle tradizioni padane.
Art 15 sarà introdotta la geografia padana, che studierà esclusivamente la pianura padana e le valli alpine, essendo stata accertata l’inutilità della conoscenza di quanto esistente al di là di detti territori.
Dette innovazioni apporteranno l’innegabile vantaggio, tra l’altro, di ridurre considerevolmente il numero delle pagine dei libri, rendendo i corsi di studio più facili e celeri, oltre che più istruttivi e perfettamente in linea con la missione del partito e le attitudini degli iscritti.

Kirieleyson