Dall’Unical una laurea honoris causa a Roberto Benigni: lui scherza ma gli studenti protestano

Come sapete la filologia è quella scienza che serve a rendere chiaro quei testi del passato che sono molto oscuri, con le parole che non si capiscono. Tra un centinaio di anni ci saranno molti filologi che studieranno i testi di Bossi e Di Pietro“. Con queste parole Roberto Benigni ha scherzato all’universita’ della Calabria nella cerimonia che ha aperto l’anno accademico in cui gli e’ stata conferita la laurea honoris causa in filologia moderna. “E’ la mia prima laurea in Calabria, una cosa straordinaria per me. Questa terra mi ha affascinato da tanto tempo“, ha detto alla platea e ai componenti del Senato accademico presenti in sala. Benigni ha ringraziato l’ateneo per il riconoscimento e ironizzato con il professore Nuccio Ordine, docente di letteratura italiana all’Unical “questa mattina mi ha fatto fare 30 esami in 3 ore, dalle 5 alle 8, perche’ mi hanno detto che qui non si regala niente a nessuno“. L’artista toscano ha ricordato alcune figure storiche importanti per la Calabria come il filosofo Tommaso Campanella e Gioacchino Da Fiore. Ha poi detto che “Cosenza e’ una piccola Atene di cultura“. Infine, un’altra battuta alla laurea honoris causa in ingegneria gestionale per il 1991 era stata conferita a Silvio Berlusconi proprio all’Unical: “dopo di me e Berlusconi manca solo che la diano a Jugale” (una maschera storica della tradizione popolare calabrese, ndr). Sempre su Berlusconi, il comico ha detto che “quando hanno dato la laurea a Berlusconi, Standard & Poor’s ha abbassato subito il rating dell’universita’: Arcavacata ha perso 3 A“. Benigni è stato poi trovato delle Iene e infine ha tenuto una lezione magistrale sul ruolo della donna nella letteratura italiana e ha recitato un canto della Divina Commedia dedicato alla Vergine, recitando l’Ode alla Madonna del 33° Canto del Paradiso. La cerimonia era iniziata con l’esecuzione dell’inno di Mameli e si è conclusa con il grande spettacolo dell’artista toscano, che si è scatenato non appena ha ricevuto la pergamena e ha ricevuto gli applausi della platea presente in sala.
Mentre all’interno del grande teatro-auditorium dell’Università alle porte di Cosenza si teneva la cerimonia, all’esterno c’era una protesta di qualche decina di studenti. I ragazzi hanno fatto una “lettura partecipata” del quinto canto dell’Inferno, aiutandosi con un megafono. La “trovata” di accogliere Benigni e’ stata giudicata, senza mezzi termini, solo un escamotage pubblicitario ideato dal rettore per promuovere l’Unical. “Non abbiamo nulla contro Benigni, ma i problemi dell’universita’ dovrebbero precedere le passerelle. Perche’ sono state rimandate di sei mesi le borse di studio?“, hanno detto i manifestanti, che hanno lamentato come solo poche decine di studenti siano stati ammessi ad assistere alla cerimonia. Il resto “erano solo amici e privilegiati“. “Il magnifico rettore ha deciso di sospendere le lezioni per lo straordinario evento, a discapito di tutti gli studenti, che vedono rinviati esami e lezioni“, hanno detto ancora i manifestanti. Dal canto suo il rettore ha detto: “Spero che anche chi non ha potuto assistere capisca che questo e’ un regalo fatto alla nostra regione. E’ una Calabria positiva che mostriamo all’Italia e al mondo. Un posto che va ricordato come un un luogo dove la stragrande maggioranza dei cittadini e’ costituita da gente che lavora e che realizza cose buone“. Sulle ragioni della protesta e’ stato diffuso un comunicato. “Le studentesse e gli studenti del collettivo universitario Ateneo Controverso, questa mattina – si legge nella nota – hanno inscenato una protesta riguardo la giornata di inaugurazione del 40° anno accademico dell’Universita’ della Calabria. Iniziativa che ha visto come protagonista Roberto Benigni, cui e’ stata conferita una laurea honoris causa. Con la protesta di questa mattina – spiegano gli stuedenti – si e’ voluto criticare il metodo di gestione dell’evento e l’inaugurazione in se’. Il metodo di selezione per partecipare all’evento e’ stato infatti un fantastico esempio di darwinismo sociale in cui il piu’ svelto “democraticamente” si e’ guadagnato un posto per vedere in streaming l’evento mentre l’auditorium e’ stato riservato alle personalita’ istituzionali della nostra “bella terra“. “Per quanto riguarda l’inaugurazione, – contiinua la nota – pensiamo che il prestigio dell’universita’ non si misuri in base ad un evento con un “grande” ospite ma dal grande ruolo e compito che questa dovrebbe svolgere all’interno di una societa’ e di una terra martoriata da tanti mali. Cosa che, al contrario di quanto detto nell’intervento introduttivo delle celebrazioni per il nuovo anno accademico, del Magnifico Rettore Latorre, l’Universita’ della Calabria non svolge ormai da tempo. E lo dimostrano una didattica dequalificata, un minor numero di borse di studio, servizi sempre meno efficienti a fronte di un aumento indiscriminato delle rette. Giunti davanti il nuovo Auditorium universitario, abbiamo calato uno striscione e discusso, con gli studenti gia’ presenti, dei problemi che gravano sul sistema dell’universita’ pubblica, nel caso specifico dell’Universita’ della Calabria. E’ stata improvvisata, i fine, una ‘lecture en plein air’ del 5° canto dell’inferno sempre ad opera del nostro collettivo“.