Commento sui Mercati

Nella gironata di ieri c’era grande attesa per l’Ecofin, in cui si continua a discutere sulla possibilità di aumentare la potenza di fuoco dell’EFSF (il cosiddetto “Fondo Salva Stati”), ma ancora una volta ciò che ha mosso i mercati è stato un intervento, non in agenda, delle banche centrali; non è certo una novità, negli ultimi periodi abbiamo assistito a diversi interventi diretti (la SNB fissa EURCHF sopra 1,20, la BCE compra titoli di stato, la BoJ prova a deprezzare lo Yen entrando sul FX, la FED fissa il QE1, il QE2, per rimanere sulle decisioni più note). Si apre o meglio si ufficializza ieri la stagione del l’interventismo degli istituti centrali. Ieri infatti un intervento congiunto di 6 banche centrali (FED, BCE, BoJ, BoE, BoC, e la SNB), senza entrare troppo nei tecnicismi, ha abbassato il costo del denaro preso a prestito dagli istituti bancari. Una manovra che, oltre ad aumentare le disponibilità liquide per far fronte ad un eventuale scenario di credit crunch, dovrebbe anche tradursi in un minor costo del denaro per privati ed aziende agevolando la ripresa dei consumi e le spinte produttive. Diversi Paesi scendono dunque in campo a sostegno dell’Europa, ma in economia non c’è disincanto ed in questo risiko finanziario l’intervento sembra anche mirato a tutelare gli interessi delle banche (US?) esposte sul debito europeo, prima che lo faccia qualcun altro (la Cina?). Nel frattempo anche Brasile e Cina, facendo meno notizia, hanno effettuato manovre espansive. La risposta dei mercati è stata euforica, sui monitor movimenti rialzisti a cui non si assisteva da tempo con movimenti rapidi e volatili nell’ordine del minuto. Rimbalzano in area positiva buona parte degli listini mondiali Milano guadagna il 4,38%, Londra il 2,93%, Parigi il 3,9% e Francoforte l’4,86%; su Wall Street ondata di acquisti Il DJ sale del 4,16%, il Nasdaq del 4,17% mentre l’S&P registra un +4,30%. La manovra ha quindi incontrato i favori degli investitori che hanno smobilizzato le posizioni in dollari per comprare (e farlo con decisione dopo mesi di ribassi) assets più rischiosi (si indebolisce quindi il Dollaro, risalgono le commodities, allentano le pressioni sui bond). Ma preme fare un distinguo tra la prospettiva di breve termine e quella di lungo. Nel breve i movimenti sembrano essere dettati da un certo nervosismo, una sorta di “liberazione” e di possibilità di fare cassa da parte di quegli investitori che avevano in portafoglio attività poi liquidate con perdite; nel lungo periodo lo scenario rimane ancora incerto e tendenzialmente ribassista. Certo intervenire è meglio che guardar Roma bruciare mentre si suona la lira, ma sia l’intervento della Banche sia la possibilità di aumentare la dotazione dell’EFSF sembrano essere manovre che tentino di spegnere l’incendio allentando le pressioni e salvando gli “immobili di proprietà”, mentre le cause alla base dell’incendio stesso non vengono ancora risolte. Per la giornata di oggi ci si potrebbe attendere una fase di consolidamento dopo i forti rialzi che potrebbe perdurare ancora per qualche tempo. Da un punto di vista macro oggi la Cina ha pubblicato i dati sul Manifatturiero, ancora in fase di rallentamento e sotto i 50 punti, dati sempre inerenti a questa tipologia di produzione sono attesi in GB alle 10:30, area Euro 10:00, e US alle 4 pm ora Italiana, eventuali scollamenti dal dato atteso potrebbero muovere i mercati. Domani invece grande attesa per i Non Farm Payrolls.

Paolo Bercich

X-Trade Brokers Italia


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