Studenti in piazza a Roma, ed è caos

Sono scesi in piazza per protestare contro i tagli del governo alla scuola e contro il divieto stesso di manifestare emanato dal sindaco Alemanno. Il raduno è avvenuto a piazzale Tiburtino, ma i tentativi di dare vita ad un corteo sono stati immediatamente bloccati dalle forze dell’ordine.

“Il corteo non e’ potuto partire e chiunque abbia provato ad allontanarsi, anche individualmente, e’ stato immediatamente identificato. Abbiamo anche notizie di schedature di massa di fronte alle scuole, una cosa mai vista. Un comportamento che non ha altra spiegazione se non la volonta’ di spargere la paura tra i ragazzi e le loro famiglie” è quanto dichiarato dall’Unione degli studenti.

In seguito, grazie anche alla mediazione di esponenti politici del centrosinistra, i giovani si sono spostati all’universita’ La Sapienza per un’assemblea.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ci tiene a precisare: “Abbiamo il massimo rispetto per gli studenti e per il loro diritto a manifestare, pero’ ci sono delle regole che tutti devono rispettare. E’ chiaro che il questore ha dovuto fare il suo mestiere, cosi’ come il sindaco che deve rispettare i diritti degli studenti, ma anche quelli dei cittadini romani”.

Ma le critiche sul divieto indetto da Alemanno giungono inevitabili: “L’ordinanza di Alemanno su cortei e manifestazioni e’ sbagliata e il Partito Democratico lo ha detto in tempi non sospetti. Perche’ limita la liberta’ di dissenso e fissa rigide norme a cui le forze dell’ordine sono costrette ad attenersi. Quel che accade oggi alla stazione Tiburtina e’ logica conseguenza di una politica sbagliata che invece di interrogarsi sui motivi delle proteste preferisce impedire con la forza che queste avvengano. Succede cosi’ che studenti a volto scoperto, molti di loro minorenni, vengano caricati, confinati in una piazza, identificati e schedati come fossero criminali” tuona il capogruppo Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino.

”Alemanno se ne faccia una ragione: non siamo nell’Iran di Ahmadinejad”afferma Pina Picierno, deputata del Pd. E aggiunge ”la citta’ di Roma e’ stata nuovamente il teatro, nelle ultime ore, di un episodio indegno per un Paese civile: centinaia di studenti sono stati rinchiusi all’interno di una piazza perche’ privi dell’autorizzazione a manifestare”.

D’altro canto, la questura respinge con decisione le accuse degli studenti che hanno manifestato oggi a Roma, poiché essi hanno ignorato di fatto “l’invito rivolto ai promotori a prendere contatto con gli uffici di via San Vitale” per definire le modalita’ della protesta.

Il questore Francesco Tagliente ha ricordato anche che “scendere in piazza senza preavviso” può esporre a “responsabilita’ penali, civili e amministrative”. Proprio in quest’ottica, si è cercato di attuare un’opera di sensibilizzazione, davanti ad alcune scuole in protesta, con operatori delle forze dell’ordine, i quali si sono rivolti direttamente agli organizzatori. Ma il caos non si è fermato.

È vero che con il corteo, partito giovedì mattina dal liceo Virgilio, è stato di fatto violato il divieto imposto dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di sfilare in centro e, sul ponte di Castel Sant’Angelo, gli studenti hanno marciato, dopo aver bloccato per qualche minuto anche corso Vittorio Emanuele. “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”, hanno detto i ragazzi.

Ma ciò non toglie che per molti esponenti politici come Nicola Zingaretti (Pd), Miccoli e Masini (Pd), Mimmo Pantaleo (segretario generale Flc-Cgil), Francesca Puglisi (Pd), Paolo Ferrero (segretario nazionale di Rifondazione comunista), non si puo’ impedire la protesta pacifica riducendo le liberta’ democratiche.

Intanto, gli studenti scenderanno di nuovo in piazza il 17 novembre, e non solo a Roma, contro la repressione nelle scuole e nelle citta e contro le politiche del governo di centro-destra. A dare l’annuncio è l’Unione degli universitari. Non si placa dunque il clima di tensione nella capitale.