Partenza in negativo per il vecchio continente

I mercati europei partono con il segno negativo seguendo le indicazioni arrivate dalle borse asiatiche dove il Nikkei ha chiuso con -0,32% , continuano le vendite sul’euro con il cross eurusd che tocca quota 1,3450 proseguendo la sua discesa verso un prossimo target di 1,32 raggiungibile entro la fine dell’anno. La situazione attuale rispecchia fortemente tutti i dubbi relativi alle necessarie mossa attuabili da parte del nuovo governo italiano per far fronte ad uno spread sul debito che si avvicina nuovamente verso la quota 500 (nd 480), forti gli  interrogativi su quelli che potranno essere gli interventi e sopratutto, le tempistiche di attuazione, che il Governo tecnico e’ chiamato ad effettuare nel minor tempo possibile per dare una risposta convinta e ferma  verso   coloro che continuano a speculare sulla possibilita’ di default della penisola.L’attuale situazione dei bond italiani con un tasso superiore al 7 % per le scadenze decennali ricorda molto da vicino, il cammino non certo positivo , intrapreso da Portogallo e Irlanda prima di richiedere aiuto al FMI  ed Unione Europea per risanare la loro posizione.

Dagli Stati Uniti i maggiori analisti si interrogano sulle modalita’ con cui la Banca Centrale Europea interverra’ in modo concreto acquistando in modo aggressivo il debito sovrano dei Paesi che in questo momento soffrono della sfiducia degli investitori (Spagna e Italia su tutti), sono molte le critiche che piovono nei confronti dell’attuale Presidente che non sembra intenzionato ad intervenire in modo convincente per dare un contributo agli sforzi che i Paesi sotto attacco dovranno finalizzare.Da segnalare sulla propria agenda uno dei dati che maggiormente esprime il sentiment dell’economia americana: Unemployment Claims (mercoledi alle 14 e 30). Paul Zemsky, responsabile dell’ asset allocation a ING Investment Management avverte come un richiesta minore alla soglia di 400.000 possa evidenziare un miglioramento del mercato del lavoro degli Stati Uniti, il che allontanerebbe lo spettro della recessione per la maggiore economia globale con conseguenti ripercussioni sull’andamento dei mercati del vecchio continente. Ricordiamo come siano sorti nuovi dubbi relativi al debito Americano con le Agenzie di rating nuovamente pronte a mettere gli Stati Uniti sotto la lente d’ingradimento.Nell’analisi settimanale degli indici del vecchio continente evidenziamo come Sp500 abbia lasciato il 3,8 % sul terreno ed in Nasdaq quasi il 4%.

 

Il nostro indice Ftse Mib continua il suo trend negativo e le notizie che arriviano da Titoli con un forte peso all’interno del paniere non sono certo di quelle che fanno esaltare e migliorare il sentiment del mercato. Le banche italiane continuano a soffrire della situazione dei Titoli di Stato italiani, ricordiamo la forte perdita  registrata da Unicredit che ha chiuso il Trimestre con oltre 10 miliardi di euro di perdite, rating sotto osservazione da parte delle Agenzie che non sembrano del tutto convinte del piano industriale presentato (oltre 15% dei tagli sulla forza lavoro e focus su attivita’ commerciali). Un altro colosso del mercato italiano Finmeccanica ha registrato perdite oltre il 36 % nelle scorse tre settimane e la situazione sembra ancora lontana dallo stabilizzarsi viste le continue news che arrivano dai verbali relativi agli interrogatori dei suoi massimi esponenti.Dal punto di vista tecnico la rottura del supporto a quota 14800 potrebbe spingere il nostro indice verso quota 14000.

 

Se il buon giorno si vede dal mattino non c’e’ da stare allegri durante questa settimana di contrattazioni , volatilita’ ed incertezza continueranno a essere i maggiori protagonisti , focus sui nuovi interventi che verranno proposti dalla governo italiano e dal neo governo spagnolo che si ritrova a combattere una disoccupazione che va oltre il 25%.

 

 

Giuseppe Geresia

X-Trade Brokers Italia