Palloncini gialli a Nairobi per esorcizzare il rischio di nuovi attacchi

“Mettere giù una granata e prendere un pallone”: questo è il messaggio che andrebbe spiegato e diffuso presso quei ragazzi che, vittime della violenza e della guerra tra etnie, impugnano le armi ogni giorno e si arruolano per combattere quando invece la loro età richiederebbe una vita sana e normale. Lo stesso messaggio è stato oggi protagonista di una singolare, ma riuscita, iniziativa che ha visto Yazmany Arboleda, artista americano contemporaneo, distribuire ai passanti di Nairobi migliaia di palloncini gialli. Il “Monday Morning”, così battezzato da Arboleda, ha toccato anche il Kenya, a distanza di qualche settimana dall’atroce attentato compiuto dagli integralisti islamici di Al Shabaab nei pressi di una fermata degli autobus; i palloncini gialli hanno colorato nei mesi passati anche le città di Bangalore, in India, e di Yamaguchi, in Giappone. A Nairobi il Monday Morning ha assunto comunque un senso più profondo, cercando di esorcizzare dalla paura di nuovi e pericolosi attacchi da parte degli uomini di Al Shabaab. A questo proposito Arboleda ha detto in un’intervista: ”Penso che l’orribile energia negativa della paura, abbia bisogno di essere contrastata con qualcosa di bello e colorato che parla al cuore della gente. E l’arte può farlo”.

L’uomo ha bisogno di coltivare la sua creatività e di metterla a disposizione degli altri per migliorare ciò che non va; l’arte può nobilitare e creare comunione, oltre che partecipare alla costruzione di un senso condiviso. Perciò si tratti di palloncini gialli, quindi di arte performativa, o di qualsiasi lavoro effettuato con studio e passione, è sempre un bene insegnare questo tipo di valori anziché quelli della guerra, del sangue, del nemico e della vendetta; soprattutto se in mezzo ci sono l’infanzia o l’adolescenza di centinaia di ragazzi. Arboleda con la sua idea è riuscito a coinvolgere decine di giovani artisti keniani e, insieme a loro, ha regalato questi simboli di pace e di colore a tutta la zona orientale della capitale africana cercando di dimostrare che un pallone, anche se può scappare, nella mano sta meglio di una granata.