Negramaro in tour al Palatupparello di Acireale

Si è conclusa ieri la “due tappe” siciliana del “Casa 69 Tour” del gruppo pugliese dei Negramaro, sbarcati ad Acireale per regalare ai loro fans uno show indimenticabile. Due ore e un quarto di rock all’italiana, in cui Giuliano Sangiorgi e soci hanno infiammato il Palatupparello colmo di ragazzi, e non solo. Da “Singhiozzo”, primo singolo estratto dall’ultimo album, a “L’immenso” passando per “Tre minuti”, “Mentre tutto scorre”, “Quel matto son io”, “Apollo 11” per poi intonare “Basta così” duettando con il pubblico femminile, i sei ragazzi di Lecce hanno dimostrato di essere cresciuti molto musicalmente e umanamente rispetto a quel Sanremo 2005 in cui furono esclusi precocemente dalla gara delle Nuove Proposte.

Strumenti laser, schermi che alternavano immagini e scritte (ricordando anche personaggi storici come Monicelli), piattaforme mobili, facevano da cornice a musica, parole e pensieri che insieme formano ogni sera quello che, durante questo tour, si è prefigurato come “Teatro 69”: non un momento di esibizionismo, ma uno spazio per ospitare, all’interno di quello che è un evento musicale, il teatro italiano; ogni data della tournée è arricchita dalla presenza di attori, artisti, conduttori della scena italiana che si ritrovano sul palco a recitare monologhi di un certo spessore. Da Nerì Marcorè a Panariello, da Pierfrancesco Favino a Serena Dandini tanti sono stati gli ospiti che hanno fatto compagnia alla band per momenti di riflessione come quello di ieri ad Acireale, che ha visto Paolo Briguglia prima esordire con il finale di “Londra brucia” e poi recitare un discorso in difesa della nostra Costituzione, ribadendo i diritti su cui è fondata l’Italia; gli stessi diritti che oggi non ci vengono garantiti. E non importa, afferma lo stesso Giuliano, se questo viene spacciato da qualche giornale come politica fuori luogo: Teatro 69 è un’occasione per riflettere aperta a tutti, indipendentemente dagli schieramenti politici; è un luogo per ricordarci che il nostro Paese è debole ed ha bisogno di nuovi esempi, buoni esempi per riprenderci la dignità che meritiamo. La nostra storia ce lo insegna.

Una delle canzoni mancanti in questa seconda serata è stata la famosa “Cade la pioggia”, che certamente in giorni come questi, a causa delle alluvioni che hanno colpito la Liguria, rimanda ad eventi tristi; per questo il pensiero è andato anche alle vittime della pioggia che a Genova hanno perso tutto o addirittura la vita, unendo le migliaia di spettatori in un lungo e caloroso applauso.

E mentre Giuliano si dimenava sul palco, si prendeva l’energia del pubblico, passava dal piano alla chitarra regalandoci anche chicche come “Purple Rain” di Prince, la Sicilia bedda ringraziava i Negramaro per un’emozione vissuta a 360 gradi.