Monti: voltiamo pagina per ridare dignità agli italiani

E’ ufficialmente iniziato il corso del governo tecnico del senatore a vita Mario Monti. Per molti ciò che è passato va dimenticato o deve essere preso come monito per non ricadere in determinate situazioni critiche a livello finanziario. Ma la verità è che 18 anni di belusconismo non si possono lasciare alle spalle come se nulla fosse accaduto.Un corso governativo che Craxi per primo ha indirizzato sui binari della politica attraverso la privatizzazione delle televisioni e che ha avuto un cammino inarrestabile tra processi scampati Mills,conflitti d’interessi,associazione a delinquere,leggi ad personam,i fitti rapporti con Marcello Dell’Utri e Vittorio Mangano per arrivare agli ultimi casi D’Addario,Noemi e Ruby e ce ne sarebbe ancora da parlare. La verità è che quello di Berlusconi tra alti e bassi è stato tra i mandati più longevi della storia della repubblica italiana, il secondo politico italiano per durata complessiva al governo, 4 incarichi dal 1994 ad oggi (preceduto solo da Giovanni Giolitti come longevità governativa).

Ma da questo lunedì si volta pagina anche se i problemi restano gli stessi,un debito economico pubblico spaventoso e una legge di stabilità economica che cerca di risanare delle falle troppo grandi.

D’altronde la Banca Centrale Europea è stata chiara bisogna risollevare gli standard per tornare ad un mercato in linea con gli altri standard europei ,non si richiede neanche di tornare alla competitività ma solo di diminuire il divario esorbitante.

La soluzione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,dopo le dimissioni di sabato sera al Quirinale dell’ormai ex premier Berlusconi, è stata senza esitare il professor Mario Monti. Sui tempi della formazione del nuovo gabinetto ci sarà da attendere ancora un po’ , questione di ore,.Per quanto riguarda le consultazioni, il primo incontro è previsto per le 10,20 con alcune rappresentanze parlamentari,l’ultima formazione politica a essere ricevuta sarà il Pdl martedì alle 11. Nel corso delle consultazioni Monti si confronterà con i partiti su squadra e programma dopo gli incontri istituzionali di domenica sera. Il colloquio a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi è durato circa mezz’ora , poi Monti si è recato a Palazzo Madama per comunicare al presidente del Senato, Renato Schifani, di aver ricevuto il mandato per la formazione del nuovo governo.

Le parole del nuovo premier tecnico al Quirinale sono state di piena fiducia ma anche di realtà dei fatti nella quale mette in campo le proprie capacità tecniche e di gestione del paese ma soprattutto con la collaborazione da parte di tutti ,anche con sacrifici per uscire dalla crisi più forti. “Mi accingo a questo compito con profondo rispetto nei confronti del Parlamento e nei confronti delle forze politiche. Opererò per valorizzarne l’impegno comune per uscire presto da una situazione che presenta aspetti di emergenza ma che l’Italia può superare con lo sforzo comune”.

Ciò che ha convinto delle parole dell’ex commissario Ue è la ferma volontà di ridare dignità alla gente e di tornare a far risuonare il nome della nazione all’interno della comunità europea senza doversi nascondere a causa di situazioni imbarazzanti.

A questo punto è da chiarire chi dovrebbe comporre il nuovo governo tecnico. Per quanto riguarda il ministro dell’economia(il più atteso quanto pericoloso data la gravità) circolano per ora tre ipotesi; accanto al direttore generale Fabrizio Saccomanni, si fanno anche i nomi di Lorenzo Bini Smaghi (appena dimessosi dalla Bce) e di Guido Tabellini, professore di Economia alla Bocconi . Per lo Sviluppo, salgono le quotazioni di Carlo Secchi, altro bocconiano ,come Lanfranco Sen che le ultime fonti danno in corsa per il ministero delle Infrastrutture. Al Lavoro, invece, potrebbe andare l’economista Carlo Dell’Aringa. Enzo Moavero è invece in corsa come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Al posto di Franco Frattini potrebbe quindi arrivare Giuliano Amato, anche se resta in pista la candidatura di Giampiero Massolo, segretario generale al ministero degli Affari esteri e dunque profondo conoscitore del funzionamento della Farnesina. Alla Difesa il nome del generale Rolando Mosca Moschini (attualmente consigliere militare del Quirinale) appare più forte rispetto a quello dell’ex capo di Stato maggiore Vincenzo Camporini. Al ministero dell’Agricoltura potrebbe invece approdare Federico Vecchioni, ex presidente di Confagricoltura, considerato vicino a Luca Cordero di Montezemolo. Per il Welfare si citano sindacalisti (ma Bonanni si è tirato indietro) o figure come Nicola Rossi e Piero Ichino.Per la Giustizia le ipotesi sono ancora molteplici: Francesco Nitto Palma è già pronto al pensiero che la sua scrivania potrebbe essere occupata da un “tecnico” come Cesare Mirabelli, presidente emerito della Consulta e ora docente alla Pontificia Università Lateranense, ma circola anche il nome di Alberto Capotosti, altro ex presidente della Corte Costituzionale. Per la Salute, l’ipotesi più gettonata è un ritorno dell’oncologo Umberto Veronesi mentre all’istruzione si pensa al rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, mentre scendono le quotazioni degli altri due papabili, Andrea Riccardi e Francesco Profumo.