Incertezza sulle borse finanziarie

Sembra essere terminata la corsa di piazza affari dopo il boom di acquisti fatti registrare nella giornata di ieri, infatti il listino Milanese ha aperto la seduta in territorio negativo e le notizie che arrivano dall’OCSE  che prevede un anno 2012 in recessione dello 0,5 % per il Bel Paese con un aumento della disoccupazione ed una crescita vicina allo 0 per Francia e Spagna (ndr 0,3%) sembrano condizionare nuovamente quella che sembrava una ritrovata fiducia degli investitori nei confronti dei listini. Un’altra notizia  poco positiva per il Ftse Mib arriva da Moody’s che ha messo sotto la lente di ingradindimento le banche italiane e ben 17 di queste rischiano il downgrade a cuasa della loro forte esposizione nei confronti dei debiti sovrani europei. Da segnalare l’entusiasmo con cui e’ stato portato a termine nella giornata di ieri il BTP day (vendita dei titoli italiani senza alcuna commissione sulla negoziazione) ma un dubbio puo’ sorgere spontaneo da questa iniziativa,  non e’ che le banche trasferiscano in questo modo una parte dei loro asset “tossici” alla clientela finale ? trasferendo cosi il rischio di un ulteriore svalutazione delle obbligazioni e il rischio default che essi incorporano? ovviamente speriamo che non sia cosi e che gli acqusiti sui nostri titoli di stato continuino in modo da allontanare lo spettro di una crisi che avrebbe cause molto forti sulla nostra Nazione.

In ambito valutario abbiamo assistito ad una diminuzione della volatilita’ sul cambio Eurusd con assestamento sopra quota 1,33 durante la giornata di ieri, tuttavia prestiamo attenzione al cambio visto che la sua discesa sotto quota 1,30 appare sempre piu’ probabile dopo le dichiarazioni della BCE che sembra orientata ad una nuova riduzione del tasso d’interesse di riferimento.Riportiamo anche un interessante articolo di Simon Jhonson apparso sul sole 24 ore dove vengono illustrati i benefici che la zona Euro potrebbe ottenere da una svalutazione del 30% della moneta unica che, secondo l’economista, sembra essere l’unica strada percorribile per una rapida risalita dalla crisi che stringe la zona Euro.

Dal punto di vista azionario sembra interessante l’iniziativa di alcuni fondi cinesi pronti ad investire in modo massiccio su titoli  dei Paesi in crisi (2012)  in cambio di una maggiore apertura delle economie americane e europee nei confronti di un Paese che possiede un forte surplus commerciale e non vuole correre il rischio di detenere miliardi in dollari che possono deprezzarsi causando delle perdite per il bilancio cinese.

 

Giuseppe Geresia

X-Trade Brokers Italia