Il martedì nero dei mercati e la profonda crisi europea.Occhi puntati su Atene

Un martedì nero per le borse europee

Un vero e proprio martedi nero. Quella di ieri verrà ricordata come una delle peggiori giornate per i mercati finanziari, ormai dentro il cuore della grande tempesta. La peggiore di tutte è stata proprio Milano che ha chiuso la seduta andando a -6.80%. Pesanti perdite per i titoli bancari e FIAT. Davvero una catastrofe con fior fiori di quattrini bruciati. Le manovre, poco ortodosse, che stanno per essere adottate dal governo greco sono la principale causa di questo grande turbamento dei mercati internazionali. La decisione del presidente Papandreou di indire un referendum popolare per far decidere i greci se accettare, o meno, gli aiuti proposti dall’Unione Europea. Recenti sondaggi però hanno dimostrato che oltre il 60% dei greci è contrario a questi aiuti che prevedono un duro piano di austerità, con enormi sacrifici che rischiano di mettere la mal ridotta economia ellenica sul lastrico. Questa decisione di Papandreu (che peraltro va parecchio controcorrente con quanto concordato con la UE nelle settimane precedenti) ha scatenato la sfiducia degli investitori che temendo il peggio hanno promosso una vendita di massa dei principali titoli. Ma quello che si teme maggiormente sono proprio gli effetti di questo referendum che in caso di vittoria dei no, ossia di tutti i greci contrari agli aiuti economici della UE, rischia di aprire degli scenari disastrosi per l’economia dell’eurozona. Per la Grecia significherebbe un “default” sicuro che comporterebbe un effetto domino a larga scala in tutto l’Europa che rischia di contagiare le mal messe economie di Spagna, Portogallo, Irlanda, passando pure per la nostra Italia, la Francia e la Germania. Sono proprio questi ultimi due a rischiare un capitombolo finanziario in caso di un “default” greco, visto i notevoli investimenti (si parla di parecchi miliardi) nei principali istituti di credito della Grecia. In vista dei risultati del referendum Atene potrebbe decidere anche di uscire dall’eurozona, abbandonando l’Euro in fretta e furia, tra le grandi preoccupazioni dei patner europei che temono un grande effetto contagio in tutto il vecchio continente.

Il presidente greco Papandreou

Intanto in Grecia la tensione sociale ha raggiunto il punto di rottura. Si temono altre violenze di piazza per le strade di Atene e Salonicco. Solo ieri si è appreso che i principali comandanti delle forze armate greche sono stati sostituiti. Un consiglio di sicurezza dello Stato, riunito sotto presidenza dello stesso Papandreou, ha sostituito i capi di stato maggiore di Esercito, Marina e Aviazione e il capo di stato maggiore Interforze, e ha inoltre sostituito una dozzina di alti ufficiali dell’Esercito e della Marina. Di certo un segnale a dir poco preoccupante anche se fonti del governo di Atene rassicurano affermando che questo rimpasto dei vertici militari era già organizzato da tempo e non ha nulla a che vedere con la delicata situazione economica e finanziaria del paese ellenico. Bisogna realmente crederci ?. Intanto la crisi che sta contagiando l’Europa e gli Stati Uniti (dall’altra parte dell’Atlantico la situazione economica fa davvero paura) mette in evidenza tutte le fragilità di una moneta unica nata male e destinata a fare una fine peggiore. La Banca Centrale Europea ci sta mostrando tutta la sua incapacità nel difendere l’Euro dai massicci attacchi speculativi orchestrati dai grandi luminari della finanza che stando dietro all’andamento dei mercati riescono a tirar su dei profitti inimagginabili a danno dei piccoli investitori che di giorno in giorno raccolgono solo venti di sfiducia dalle borse. Ma i principali organi finanziari europei sembrano ancora lontani nel trovare la ricetta utile che potrebbe accompagnare la crescita economica dei singoli stati (Italia inclusa) nell’area dell’eurozona, ormai sempre più nell’occhio del ciclone.

 

 

 

 

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