Il Governo Monti ha ottenuto la fiducia alla Camera con 556 voti

Il Governo di Mario Monti ha ottenuto la fiducia anche dalla Camera, con un risultato senza precedenti nella storia della Repubblica: 556 si e 61 no. I voti contrari sono stati quelli del gruppo della Lega Nord. I  deputati presenti e votanti sono stati 617, la maggioranza richiesta era di 309 voti.

La nomina dei sottosegretari si svolgerà invece la prossima settimana. È quanto ha annunciato Elsa Fornero, ministro del Welfare, che ha aggiunto ”In settimana al Consiglio dei ministri inizieremo a parlare dei provvedimenti’‘. Si andra’ oltre i criteri dei provvedimenti annunciati dal presidente del Consiglio, Mario Monti, ma la discussione entrera’ piu’ nello specifico delle misure. ”Li’ si trattera’ di metterci la faccia – ha detto il ministro del Welfare – e io sono pronta”.

E ai cronisti che chiedono quando ci sara’ il prossimo consiglio dei ministri ”Credo sara’ lunedi’ ma non penso che si saranno dei provvedimenti” ha risposto  il ministro dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera.

Dobbiamo fare – ha chiarito Passera – un piano con Monti. La prossima settimana la dedichero’ a capire i due mondi, dobbiamo fare le cose per bene, e bisogna iniziare imparando”. Una ”ottima idea”, comunque, mettere insieme Sviluppo e Trasporti perche’ cosi’ ”si puo’ andare spediti con una potenza di fuoco per accelerare le cose che si possono fare”.

Il presidente del Consiglio Mario Monti, che ha appena lasciato l’Aula di Montecitorio, qualche ora fa, ha accettato le mozioni presentate alla Camera da Pdl, Pd, Pt e Terzo Polo e su queste ha posto la fiducia. Non ha accettato quella dell’Idv a firma del segretario, Antonio Di Pietro.

Il premier ha replicato alle accuse rivolte al suo governo:  ”Di poteri forti in Italia non ne conosco, magari ne avesse un po’ di piu’...” e ha ricordato di aver avuto ”il privilegio di vedere quasi tutti i veri poteri forti del mondo, nelle mie funzioni di commissario alla concorrenza. I colleghi che hanno manifestato dubbi sulla mia indipendenza di giudizio e di azione – ha aggiunto imputando alla loro giovane eta’ la non conoscenza di quanto da lui fatto dieci anni fa – spero che questi poteri forti se li ricordino ancora”.

Il giorno in cui proibii una fusione tra due grandissime societa’ americane benche’ fosse intervenuto anche pubblicamente il presidente degli Stati Uniti su di me – ha ricordato Monti – l’Economist scrisse: ‘Il mondo degli affari americano considera Mario Monti il Saddam Hussein del business’. Scusate questa considerazione – ha concluso – ma capirete perche’ siamo leggermente turbati...”.  Ha poi concluso ”tocca a noi dare la prova che voi non avete ragione su queste allusioni”.

Numerosi gli atteggiamenti di consenso nei confronti del nuovo governo. Massimo DAlema, tra gli altri, ha dichiarato “E’ ragionevole pensare che il governo Monti arrivi a fine legislatura perché questo consentirebbe di fare le riforme costituzionali che non si possono fare in sei mesi”. E aggiunge “Mi sembra importante che il governo realizzi gli obiettivi per cui è nato: far uscire il paese dalla crisi e rimettere in cammino la crescita, non importa quanti saranno i mesi necessari”.

Sempre sul fronte dei consensi, il segretario generale della Cgil ha apprezzato le intenzioni del Governo sul ruolo che il nostro Paese deve giocare in Europa. Giudicato anche positivamente l’approccio in tema di “illegalita’” che viene considerata come “una grande malattia”. Analogamente c’e’ consenso sul lavoro sommerso ritenuto un problema da superare. Sul fronte dell’istruzione, Camusso condivide l’atteggiamento del Governo che vede “la scuola come motore di crescita del nostro Paese”.

Durera’ fino al 2013. Sono sicuro perche’ ha in se’ il seme della ristrutturazione politica’‘ ha dichiarato invece l’ex ministro Roberto Maroni. ”Non si tratta di un ritorno alla vecchia Dc ma di un nuovo sistema; giudicheremo i provvedimenti che presentera’ – spiega – ma pare che sia in atto una operazione di lacrime e sangue. L’Ici? Non so se sia piu’ lacrime o sangue ma di certo non e’ indolore. E quanto al federalismo, ma chi puo’ dirsi contrario?”.

Dunque, tra le novità del nuovo governo si parla dell’ICI, che  verrà reintrodotto nel quadro dell’IMU (imposta municipale unica).

Intanto si è svolto il primo incontro internazionale per il nuovo governo Monti, : il ministro per le Politiche Europee, Enzo Moavero Milanesi, ha visto a Roma la collega irlandese, Lucinda Creighton, la quale secondo quanto  riferito in una nota dell’ambasciata irlandese, ha formulato i suoi migliori auguri per il nuovo esecutivo e ha illustrato al collega i recenti sviluppi in Irlanda. I due ministri hanno poi affrontato i temi chiave dell’agenda europea, incluse le misure di salvaguardia per l’Eurozona e i preparativi per il prossimo Consiglio europeo di dicembre. Hanno inoltre concordato sulla necessita’ di un forte impegno e di un approccio innovativo da parte di tutti gli Stati membri per trovare soluzioni all’attuale crisi.”Come partner in Europa e’ di importanza vitale lavorare insieme per trovare soluzioni alle sfide comuni che abbiamo davanti” ha dichiarato infine il ministro irlandese.

Il ministro Milanesi ha inoltre avuto stamane un colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri israeliano Lieberman. Quest’ultimo ha espresso la forte determinazione a proseguire la collaborazione bilaterale tra i due paesi, nel solco della tradizionale amicizia che lega Italia e Israele, e ha invitato il Ministro Terzi a recarsi in Israele non appena possibile.

Infine, l’ex premier, Silvio Berlusconi, ai microfoni del Tg1 ha dichiarato “Una volta che e’ stata assunta una decisione nell’interesse del paese, noi abbiamo naturalmente fatto di tutto per riuscire a mettere insieme questo governo nel minor tempo possibile e quindi abbiamo dato il nostro fattivo contributo“.

Qualche minuto fa, il presidente Mario Monti ha dichiarato, riferendosi alle proteste scolastiche dei giorni scorsi: ”Quello che succede preoccupa. La gestione e’ all’attenzione dei ministri, da quello della Scuola a quello dell’Interno. Queste manifestazioni di ”scontentezza e protesta” – sottolinea Monti – dipendono anche in parte da quello che e’ stato fatto o non fatto nelle aule (del Parlamento). Ma quello che si fara’ predisporra’ l’opinione pubblica ad una sensazione di maggior fiducia’‘.