Governo esecutivo o elezioni anticipate? Italia in bilico dopo il passo indietro di Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi non ha più la maggioranza alla Camera. La verità è apparsa chiaramente nella giornata di ieri, quando i numeri sul rendiconto dello Stato approvato dall’aula di Montecitorio hanno portato a questo risultato: 308 voti a favore dell’esecutivo contro 321.

 

Il premier,in seguito al vertice tenutosi a Palazzo Chigi, si è recato al Quirinale. Dopo il faccia a faccia con il Presidente Giorgio Napolitano, Berlusconi ha annunciato che si dimetterà, subito dopo il varo della legge di stabilità promessa all’Europa.

E conferma anche quanto dichiarato nei giorni scorsi: ”Dopo di me vedo solo le elezioni, il Parlamento e’ paralizzato; la scelta e’ nelle mani del Capo dello Stato”.

Nella nota della presidenza viene precisato che ”una volta che il presidente del Consiglio rimettera’ il suo mandato, il Capo dello Stato procedera’ alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione”.

Emerge l’idea di un governo esecutivo tecnico,  opzione alla quale il leader del Pd Pier Luigi Bersani si dice favorevole.

Ma si fa largo anche l’ipotesi di un voto anticipato. Pare che l’obiettivo del capo del governo sia quello di arrivare allo scioglimento delle Camere per poi andare al voto proponendo come candidato premier il segretario del Pdl Angelino Alfano.

Al momento si sta cercando di fare chiarezza sulla scelta tra le elezioni immediate o la costituzione di un governo d’emergenza.

La Lega Nord teme di essere tagliata fuori da un “rimpasto” di governo e vede come unica soluzione il voto anticipato.

Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini dichiara: ”Sono convinto che Berlusconi abbia la consapevolezza che la situazione economica e finanziaria dell’Italia non ci consente una lunga ed estenuante campagna elettorale”.

Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro si dice preoccupato ipotizzando che Berlusconi recuperare i malpancisti come fece l’anno scorso sulla mozione di sfiducia del 14 dicembre.

Voto anticipato a gennaio, forse a febbraio, ed Angelino Alfano alla guida di una coalizione di centrodestra appoggiata dalla Lega Nord. Questa, dunque, è la proposta avanzata da Berlusconi. Un’idea che non sembra dispiacere nemmeno a Umberto Bossi, il quale vede in Alfano una soluzione di compromesso per evitare un governo tecnico o addirittura un esecutivo di larghe intese.

Ad ogni modo si dovrà procedere prima con lo scioglimento delle Camere, che potrebbe avvenire, nel caso Napolitano optasse per questa soluzione, dopo il via libera al pacchetto anticrisi. Si tratterà, forse, di un periodo di due settimane.

Intanto, le opposizioni vogliono accelerare i lavori parlamentari per l’approvazione della legge di stabilita’, anche alla luce delle notizie che arrivano in queste ore dai mercati finanziari. ”I tempi si stanno stringendo drammaticamente” ha dichiarato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, al termine della riunione del gruppo parlamentare a Montecitorio. Questa mattina Bersani ha incontrato il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, e anche i gruppi che compongono il Terzo Polo si sono successivamente riuniti.

La decisione finale spetta comunque sempre al Capo dello Stato.