Emergenza rifiuti: Pugliano chiede una cabina di regia

“La Calabria è in notevole ritardo con la dotazione degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti sui diversi territori”, queste le parole dell’assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pugliano, che chiede a gran voce l’istituzione di una ”cabina di regia”, una sorta di authority su base regionale per uscire dall’emergenza rifiuti e per risolvere una questione che dopo 14 anni di commissariamento non ha ancora trovato soluzione. Sono state diverse le inchieste giudiziarie dedicate al problema che hanno portato alla dimissione del generale Graziano Melandri da commissario delegato per il superamento dell’emergenza ambientale. Secondo Pugliano, sarebbe stupido dare tutte le colpe all’ufficio del commissario, bisognerebbe piuttosto ammettere il fallimento di tutta la classe politico-istituzionale calabrese che ha commesso un errore di valutazione nel considerare l’ufficio del commissario come una realtà estranea perché dipendente dalla Protezione civile; errore che ha portato ad una mancata collaborazione.

In questo preciso momento, la parola ‘collaborazione’ deve diventare il principio guida per un piano d’azione concreto che favorisca un cambiamento per la Calabria e i calabresi. L’assessore punta all’educazione ambientale dei cittadini, da raggiungere insieme agli amministratori che in passato si sono opposti alla localizzazione sui propri territori degli impianti di trattamento dei rifiuti: “Le strutture di selezione e valorizzazione dei rifiuti della raccolta differenziata sono assenti nelle province di Cosenza e Vibo Valentia. Questa situazione ha portato a uno squilibrio del sistema che ha fatto pesare il sistema sulla provincia di Crotone fino a qualche mese fa e oggi su Catanzaro”. Pertanto diventa fondamentale seguire l’ottica della ‘prossimità’, ovvero realizzare impianti in ogni provincia, in aree vicine ai luoghi dove i rifiuti vengono prodotti, alleggerendo, così, le tasche dei cittadini che finora hanno dovuto sobbarcarsi le spese dei tantissimi kilometri che i camion dovevano percorrere per conferire i rifiuti. La presenza diffusa di impianti diminuirebbe, inoltre, i rischi igienico-sanitari. “E’ sbagliato – sostiene Pugliano - pensare che i rifiuti debbano essere portati il più possibile lontano. Bisogna fare una ‘cura della psicosi’ che molti sindaci hanno trasmesso ai loro cittadini perché non volevano un impianto di selezione nei loro comuni”. Sul territorio calabrese le situazioni urgenti non mancano: basti ricordare il dibattito sul raddoppio del termovalorizzatore, inizialmente individuato in provincia di Cosenza, a Bisignano, ma non realizzato in quell’area per la resistenza della comunità; mentre è proprio in quella zona che si raccoglie il raccoglie il 30-40% dei rifiuti della Calabria. Pugliano dichiara che aver raddoppiato a Gioia Tauro non ha affatto senso, e incalza sulla costruzione di due impianti di selezione e valorizzazione dei rifiuti della raccolta differenziata; operazione da compiere con l’aiuto di una politica di sensibilizzazione rivolta a cittadini e sindaci.

Attraverso la condivisione della responsabilità da parte di amministratori e popolazione, sarà possibile creare quella cabina di regina tanto auspicata dall’assessore Pugliano come soluzione di svolta della situazione dei rifiuti nella nostra regione; a tal proposito si pensa già ad un modello che dovrà coinvolgere sicuramente la Regione, le Province e i Comuni in modo che si instauri un dialogo fra le istituzioni votato alla condivisione delle scelte sui territori. Dal canto suo, Pugliano ha già inviato una lettere ai 409 sindaci dei comuni calabresi chiedendo loro di dialogare e di individuare le aree dove sarebbe preferibile installare i nuovi impianti: “L’idea di fondo è mettere insieme i sindaci di territori più solidali tra loro e iniziare da qui un nuovo percorso. Ho chiesto loro di individuare già delle aree in cui poter localizzare le piattaforme per i rifiuti. Vorrei che individuassero essi stessi la rotta e poi coinvolgessero la Regione”.

Una scelta di dialogo diretto e costruttivo per evitare decisioni imposte dall’alto e per promuovere l’iniziativa dal basso, nel nome di un pieno ascolto e di un rispetto reciproco tra istituzioni. Sarà la Regione poi a vagliare le proposte e a operare sulla base delle indicazioni fornite per creare in maniera sinergica un sistema che funzioni e consenta di raggiungere l’autosufficienza territoriale. Basta ai campanilismi che bloccano ogni input di evoluzione, è ora del dialogo e della condivisione: per risolvere un’emergenza, come quella dei rifiuti, che non ha ancora incontrato una gestione sana e intelligente del problema.