Continua la discesa delle borse

il sentiment di mercato si è ulteriormente deteriorato ieri, anche perchè i dati trimestrali sulla produzione Statunitense hanno evidenziato un rallentamento (il 2% contro una lettura precedente del 2,5%). C’è però da precisare che nei fatti il dato è meno negativo di quel che sembra in quanto è principalmente dovuto ad un calo delle scorte di magazzino. Ma in mancanza di altre notizie positive, il mercato si è mosso seguendo questa release dirigendosi ancora una volta al ribasso. Il sentiment ribassista perdura da tempo e non dovrebbe affatto sorprendere. Abbiamo sottolineato più volte che i listini azionari, dato lo scenario macroeconomico attuale, erano troppo ottimisti e non scontavano pienamente sia i rischi legati ad una crescita a livello mondiale più bassa sia quelli legati alla crisi del debito Europeo.

Nella giornata odierna abbiamo assistito ad un flop dell’asta sui bund effettuata durante la mattina dei 6 miliardi messi sul mercato dalla Germania poco piu’ del 65% e’ stato collocato tra gli investitori (3,64 miliardi) con dei rendimenti pari al 1,89% che sembrano non interessare gli investitori vista l’inflazione che si registra nella Eurozona.

Come piu’ volte scritto il cambio Eurusd procede inesorabile verso il livello di 1.32 segnalato lunedi, a conferma di quanti dubbi ci siano sulla moneta unica e di come le politche e le notizie che i governatori rilasciano agli investitori non siano assolutamente convincenti e non facciano presagire una unione di intenti di tutti i Paesi che stabilizerebbe il mercato.

I dati provenienti dalla seconda economia mondiale per dimensioni (la Cina) potrebbero anche peggiorare il quadro. Ieri infatti è stato pubblicato uno dei principali indici manifatturieri, il PMI che ha segnato un declino di 3 punti in Novembre, passando da 51 a 48 (ricordiamo che valori sopra 50 segnalano espansione economica, mentre valori sotto i 50 contrazione, recessione). Come abbiamo argomentato in altre occasioni, le condizioni economiche degli emergenti (e dei Paesi Asiatici) potrebbero avere un ruolo cruciale per gli sviluppi globali. L’Europa probabilmente non riuscirà a trascinare con sè l’economia Statunitense, ma con un “aiuto” dell’Asia l’intero quadro diverrebbe ancor più allarmante. Quindi le notize di turbolenze e di rallentamenti produttivi in Asia costituiscono una brutta notizia per gli investitori globali.

Nella giornata di oggi sono attese diverse notizie macro, fra le principali segnaliamo ancora una volte quelle provenienti dagli Stati Uniti alle 14:30 ora italiana, gli ordinativi mensili di beni durevoli (attesi in calo da 1,8% allo 0,1%) ed i sussidi di disoccupazione settimanali (attesi 389k).

Dal punto di vista del mercato italiano continuano le vendite sui bancari con una rotazione che sta colpendo anche altri settori soltamente difensivi, cio’ rappresenta una segnale del sentiment  di mercato molto negativo che non riesce a vedere una soluzione di medio termini  all’attuale crisi economica che sta investendo i Paesi industrializzati

 

Giuseppe Geresia

X Trade Brokers Italia