Anselmi: “Sviluppare il nuovo giornalismo significa filtrare bene le notizie”

Riflettere su cosa rappresenta il giornalismo nel XXI secolo non è facile, soprattutto spiegarlo a chi si appresta ad entrare in questo mondo e intende imparare il mestiere. Ci ha provato Giulio Anselmi, presidente dell’ANSA, oggi a Modica, provincia di Ragusa, durante la sua lectio magistralis tenutasi all’interno del convegno di tre giorni dal tema ”Notizie dalla stampa dove va il giornalismo in Italia?”. Per quanto riguarda l’argomento ”Web e carta stampata. Come sarà la comunicazione sostenibile”, oggetto del suo intervento che questa sera ha chiuso il convegno, Anselmi ha tenuto precisare che è necessario ”sviluppare il nuovo giornalismo, cercando di gestire il declino del vecchio. Il giornalismo vivrà se sarà capace di filtrare le notizie ma soprattutto se saprà sceglierle”. Il compito di un giornalista è quello di farsi strumento di conoscenza dei fatti per la cittadinanza, e, nel mare magnum del sovraffollamento informativo, ha il dovere di filtrare le notizie rilevanti per la comunità incastrandole in un contesto e in uno schema di senso.

Quali parole usare con una platea di ragazzi? Il presidente dell’ANSA è riuscito a trasmettere entusiasmo e ad incoraggiare i giovani che si affacciano alla professione giornalistica, ricordando loro di non buttarsi nell’enfasi della scrittura in maniera dilettantistica. Professionalità e consapevolezza di ruolo sono, quindi, gli elementi richiesti al giornalismo tradizionale e a quello di tipo 2.0. ”Bisogna dare innanzitutto le notizie - ha detto Anselmi - perché c’è un diritto-dovere del giornalista di informare l’opinione pubblica che deve coniugarsi sempre col diritto dei cittadini di essere informati”.

A proposito di web 2.0, oggi si tende a immaginare un mondo dell’informazione leggero, democratico da certi punti di vista e veloce nei tempi, grazie all’uso delle nuove tecnologie. La professione del giornalista è un po’ cambiata: se un tempo lo si immaginava per strada a scovare le notizie, oggi è più facile vederlo seduto davanti ad un pc a scrivere su un documento word o a montare riprese in pochi minuti. Anselmi ha voluto parlare anche di questo durante la sua lectio analizzando pregi e difetti del web, dichiarando che :”La carta stampata assicura autorevolezza, approfondimento e credibilità, mentre il web rapidità e sintesi. Non a caso è considerato dai giovani come simbolo di democrazia e rivoluzione ed ha rappresentato la spinta della rivolta dei Paesi africani. Non bisogna però correre il rischio che il web si riduca ad una congrega di battitori di tastiera”.

Riflessioni attuali e scrupolose che rimandano ad un dibattito ormai aperto da anni sul futuro del giornalismo e che portano gli studiosi a fare congetture di tutti i tipi, dividendosi in posizioni apocalittiche o integrate o addirittura creando nuove dimensioni di sviluppo per l’informazione e la comunicazione, nella speranza che si adattino alle tecnologie dei tempi. Nella speranza che non scivolino in degenerazioni o in abuso di potere.