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Nessuno sta dalla parte di Rosarno: ecco perchè in Calabria vince la ‘ndrangheta, e perde lo Stato

L’allarme è ormai rientrato: a Rosarno è stata sedata la rivolta degli extracomunitari e il paese è tornato alla vita di tutti i giorni: non è più tempo di cronaca, scontri, incendi e spari. Abbiamo quindi la possibilità di riflettere, a mente fredda, rispetto a quanto accaduto negli ultimi giorni nel cuore della piana di Gioia Tauro. Le riflessioni sono ulteriormente stimolate dalle varie trasmissioni speciali che i massmedia stanno dedicando ai ‘Fatti di Rosarno’, che hanno fatto il giro del mondo finendo in prima pagina del New York Times o di El Pais, tanto per citare due tra i più importanti quotidiani che hanno dedicato molto spazio a quanto avvenuto nel reggino.
In Italia se n’è parlato lunedì sera nel corso di ‘Porta a Porta’ ma soprattutto martedì sera durante ‘Matrix, su Canale 5, che ha scelto di dedicare un’intera puntata della trasmissione a quanto avvenuto in Calabria.
Se ne riparlerà giovedì ad ‘Anno Zero’, che la scorsa settimana s’è collegato in diretta con Reggio Calabria dopo la bomba in Procura generale e che adesso tratterà il tema di Rosarno e dell’immigrazione con collegamenti in tempo reale dalla piana di Gioia Tauro.
Le opinioni e i commenti della quasi totalità della classe politica, della società civile, dell’opinione pubblica e della stampa Nazionale sono tutti uniformati, anche a livello locale.
Nessuno sta dalla parte di Rosarno e dei Rosarnesi, etichettati come “razzisti” e “xenofobi”. Basti pensare che ‘Il Giornale’ di Vittorio Feltri, con il solito pregevole stile giornalistico che lo contraddistingue, ha dato ragione ai ‘negri’, perseguendo le teorie anti-meridionalistiche dando la colpa alla ‘ndrangheta e al mezzogiorno. Quando, però, a Feltri viene fatto notare che immigrati che vivono in condizioni simili ci sono anche nel nord civilizzato, che a Padova un’amministrazione comunale di centro/sinistra ha costruito un muro per salvaguardare la popolazione dagli extracomunitari, che a Milano ogni giorno si perpetuano stupri e violenze, che nelle periferie di Parigi poco tempo fa è esplosa la ‘violenza Africana’, lui minimizza spiegando che “non è la stessa cosa”.
No? E perchè? E’, invece, la stessa identica cosa.

Assistiamo da giorni e giorni a considerazioni eccessivamente buoniste nei confronti degli extracomunitari che a Rosarno hanno perpetuato gravissime violenze ma, cosa ancor più grave, assistiamo a una criminalizzazione di Rosarno e dei Rosarnesi che è a dir poco vergognosa, che non ha alcuna base di verità e che è assolutamente ideologica e preconcetta.
Sentiamo dire da giornalisti, politici e opinionisti televisivi che questi Africani sono “poveracci, sfruttati per quattro soldi, maltrattati. Li costringiamo a venire qui da noi e li trattiamo in quel modo, senza un briciolo di scrupolo, li facciamo vivere in condizioni disumane e poi gli spariamo pure addosso e li cacciamo via com’è stato fatto a Rosarno. Dovremmo vergognarci”. E’ più o meno quello che ha detto il giornalista del ‘Corriere della Sera’ Pierluigi Battista proprio a Matrix nella trasmissione di martedì sera.
Macchè vergogna: si vergogni lui, di dire cose così al di fuori dalla realtà.

Innanzitutto non siamo noi a costringere gli Africani a venire in Italia, anzi: potremmo anche farne a meno. Abbiamo poco lavoro, difficoltà a fare famiglia e crescere figli, tanti non riescono ad arrivare alla fine del mese. No, certamente l’Italia non è quell’eden in cui milioni di disagiati possono trovare lavoro, benessere e ricchezza.

Non è neanche vero che gli extracomunitari sono sfruttati e maltrattati. Assolutamente. Prendiamo il caso di Rosarno: lavoravano nei campi 7 ore al giorno per raccogliere gli agrumi, e ricevevano una paga tra i 25 e i 30 euro al giorno. Sabato e domenica compresi. Ciò significa che guadagnavano più di 800€ al mese. Non sono pochi, 800€ al mese. Non sono sfruttati: quelle arance valgono ancora di meno, i produttori guadagnano pochissimi centesimi a cassa, i costi di trasporto impediscono alle aziende della piana di essere produttive sui mercati internazionali, e quegli alimenti sono pagati pochissimo. Tanta gente, a Rosarno, gente onesta e leale, vive con molto meno di 800€ al mese. E lavora in nero: quanti Italiani lavorano in nero, senza contratto di lavoro e senza tutele sindacali? Sappiamo bene che sono tantissimi. Perchè, allora, ci scandalizziamo se scopriamo che lavorano in nero anche gli extracomunitari? Che, per giunta, sono clandestini? A Rosarno erano accampati in quasi 1.500. Eppure, per l’Istat, nella piana risiedono solo un centinaio di immigrati regolarizzati. Ciò significa che 1.400 erano clandestini. Soggetti illegali che venivano a guadagnare 800€ e che hanno messo a ferro e fuoco un paesino di provincia.

Ci sarebbe da ridire anche sulle “condizioni disumane” in cui vivevano: certamente rispetto ai nostri standard, agli standard della popolazione Italiana e dei Paesi sviluppati, quelle baracche rappresentavano accampamenti in cui non veniva rispettata la dignità umana. Ma siamo sicuri che anche per gli extracomunitari che ci vivevano sia così? Siamo sicuri che prima di venire in Italia, tra Ghana, Congo, Senegal e Zimbawe, vivessero in case lussuose e ricche di tutti i confort? Evidentemente, se con uno stipendio di 800€ al mese continuavano a vivere in quelle baracche, significa che in fondo gli poteva pure stare bene, perchè con meno di un quarto del loro stipendio, a Rosarno, avrebbero potuto affittare appartamenti di tutto rispetto in cui vivere in condizioni identiche rispetto alla popolazione del luogo. Ma i soldi preferiscono mandarli “a casa”, ai loro parenti, in Senegal, Ghana, Congo e Zimbawe, dove le condizioni sono molto più gravi e disagiate rispetto alle baracche di Rosarno.

Rosarno: parliamo di Rosarno.
E’ un paese di quasi 16.000 abitanti, a un passo da uno degli scali portuali più importanti del mondo, nella piana di Gioia Tauro e con un alto tasso di penetrazione della ‘ndrangheta nella società civile. Quando dico “alto” mi riferisco a ciò che sostengono gli esperti del settore. Sono circa 300 i cittadini di Rosarno considerati “affiliati” o comunque “vicini” alla criminalità organizzata delle ‘ndrine locali, governate dalle cosche Pesce e Bellocco. Trecento: sono tanti, tantissimi rispetto ad altre realtà urbane (a quanto pare, a Palermo la mafia ha 400 affiliati su una popolazione di 800 mila abitanti). Ma sono sempre trecento. Significa che gli altri 15.700 cittadini di Rosarno sono onesti. Sono persone perbene, vittime della ‘ndrangheta, costretti a subirla quotidianamente. Sono persone perbene che in questi giorni si vedono criminalizzati e assaliti dai mass media di tutto il mondo solo perchè si sono difesi da chi ha messo mano, con violenza, su donne e bambini. Dirlo è raccapricciante, ma se ci mettiamo nei panni dei Rosarnesi e ascoltiamo i vari pareri dei grandi ‘gotha’ della cultura Italiana (giornalisti, politici, opinionisti e roba varia), ci renderemo conto che la cosa più vera l’hanno detta gli ‘ndranghetisti del clan Belloccointervistati dall’inviato di Matrix poche ore prima dell’operazione ‘Rosarno è nostra’ che adesso li costringe alla latitanza. Sono gli unici che hanno scelto di stare dalla parte di Rosarno, che hanno difeso i cittadini, che hanno spiegato perchè avevano ragione: ecco perchè in Calabria vince la ‘ndrangheta e perde lo Stato. Perchè lo Stato, e non intendo in questa sede il Governo e le Istituzioni, ma la società civile, i massmedia e l’opinione pubblica, spesso è distante dalla realtà delle cose.
Il Governo e le Istituzioni, invece, in questo caso specifico hanno fatto il possibile, hanno allontanato i clandestini spostandoli altrove, salvaguardando così anche la loro incolumità: non potevano fare altrimenti.
Ma lo ‘Stato’ inteso nel senso più generale del termine è lontano da Rosarno. Ce l’ha con Rosarno. Parla dei Rosarnesi come gente “razzista” e “xenofoba”. Perchè? Solo perchè si sono difesi da chi perpetuava violenze nei loro confronti. A prescindere da quale sia stata la scintilla che ha fatto scatenare gli extracomunitari, nella piana c’è stato l’inferno per oltre 24 ore. Sono state ferite donne e bambini, senza motivo: persone innocenti che nulla c’entrano con chi, in modo stupido, bieco e infantile, aveva provocato gli stessi immigrati. La loro reazione non può essere in alcun modo giustificata, e la “risposta” di Rosarno era il minimo possibile da attendersi e immaginarsi: quale padre e marito starebbe fermo e tranquillo mentre figli e moglie vengono assaliti da chicchèsia?

Qui non c’entra il colore della pelle: Rosarno ha sempre dimostrato amore e solidarietà nei confronti dei clandestini, che da oltre 30 anni vivevano nella piana. Ma a sbagliare sono stati loro. Hanno esagerato, hanno fatto le barricate, messo a ferro e fuoco la città: che ci si aspettava, i tappeti rossi da parte della popolazione? “Prego, ammazzateci tutti” avrebbero forse dovuto dire?
Che cosa avrebbero dovuto fare? Non sono certo loro, migliaia di persone oneste che per una vita dignitosa lavorano con sacrificio ogni giorno (e molto probabilmente guadagnano meno di 800€ al mese lavorando più di 7 ore al giorno!), ad avere responsabilità sulle condizioni degli immigrati così come non è lo Stato, non è il Governo, non è l’Italia: nessuno li costringeva a stare in quelle baracche, nessuno li costringeva a venire in Italia, e se evidentemente continuano a farlo significa che quelle condizioni sono comunque meglio, o “meno peggio” – come preferite -, rispetto a ciò che hanno in casa loro.

Le responsabilità della politica sono altre: sono l’eccessivo buonismo e l’eccessiva tolleranza, come più volte hanno sottolineato Maroni Gasparri, che ha alimentato questi continui flussi clandestini dall’Africa verso l’Italia e che oggi ci costringe ad avere a che fare con condizioni del genere nel nostro Paese. In Spagna, il governo socialista di Zapatero ha deciso di chiudere le frontiere. I militari Spagnoli hanno l’ordine di sparare su eventuali barconi in avvicinamento alle coste Iberiche. Hanno risolto il problema.
In Italia, invece, le sinistre e la Chiesa criticano la Lega e il Governo di razzismo finchè poi non si accorgono del problema e ne rimangono sorpresi: che ipocrisia! Sono gli ultimi a poter parlare, i sinistroidi e gli ecclesiastici. I primi sono responsabili dei continui flussi di immigrati che nel corso degli anni, prima della ‘Bossi-Fini’, hanno invaso il nostro Paese. I secondi sono gli unici che potrebbero creare un degno sistema d’accoglienza, visti gli immensi beni mobili e immobili posseduti dalla Chiesa e spesso inutilizzati. Ma non lo fanno. E poi parlano di “Italia razzista”: ma andassero a farsi un esame di coscienza. Se davvero c’è un Dio che guarda dall’alto questo mondo malato, non potrà che vergognarsi del fatto di essere rappresentato da una Chiesa che si comporta così male, contro i principi basilari della religione cristiana.

Quella di Rosarno è stata una guerra fra poveri: da un lato c’erano poveri Italiani, dall’altro c’erano poveri Africani. Hanno perso tutti, ma l’intellighenzia culturale del nostro Paese ha deciso che “i negri hanno ragione” e che i citadini di Rosarno sono “razzisti e xenofobi”. L’hanno detto e l’hanno scritto un pò tutti, tranne la ‘ndrangheta: l’unica organizzazione che ha deciso di stare dalla parte di Rosarno. Gli altri non possono stare dalla parte di Rosarno perchè pensano che Rosarno sia la ‘ndrangheta. Perchè pensano solo a quei 300 affiliati criminali, non certo rappresentativi anche degli altri 15.700 Rosarnesi onesti e sani.
Qualcuno, tra loro, ha detto di voler fondare un circolo della ‘Lega Nord’ a Rosarno: c’è già a Pantelleria, e una ragazza di Scilla, Carmela Santagati, 29 anni, alle ultime elezioni Europee del 6 e 7 giugno 2009 s’è candidata con la ‘Lega Nord’ in Calabria e ha preso oltre 530 voti. Probabilmente sarà candidata anche alle vicine elezioni Regionali nella lista Calabrese della ‘Lega Nord’, che – strano ma vero – in Calabria rappresenta oggi l’ultimo presidio dello Stato contro la ‘ndrangheta, l’unico appiglio possibile per la gente comune rispetto alla ‘ndrangheta, l’unica organizzazione che – come la ‘ndrangheta – in situazioni simili sceglie di stare dalla parte dei cittadini.

Come ci siamo ridotti…da culla della civiltà Mediterranea, a regno dei paradossi. Siamo costretti a scegliere tra la Lega Nord e la ‘ndrangheta perchè tutti gli altri stanno contro di noi.